17/06/2026
Nel digital marketing c’è una cosa che viene covata interiormente che a volte fa più danni di una campagna sbagliata: la percezione.
Capita di confrontarmi con clienti giustamente preoccupati. Hanno la sensazione che le cose siano ferme, che i contatti non arrivino e che il periodo sia nero.
Calo della domanda? Il meteo non aiuta? La situazione geopolitica?
Poi ci sediamo al tavolo, o ci vediamo in call, apro le dashboard e guardiamo insieme i numeri. Esattamente come i due screen che vi ho condiviso qui sotto. Il traffico c'è, le richieste di preventivo sono cresciute di quasi il 20% e le entrate segnano un solido +8,6%.
Il problema però non è l'azienda o la strategia. Semplicemente è che vivere la propria realtà ogni giorno significa farsi condizionare da mille ansie. È una cosa credo normalissima, capita a tutti quelli che hanno “fame” di risultati (anche a me).
La pancia ti dice che va tutto male perché la testa punta a più di quello che ci aspettiamo.
In questi casi il mio compito è quello di usare i dati per difendere la realtà da quella che è una semplice percezione (negativa).
Ecco un altro che dimostra come i dati restino cruciali e utili per fare chiarezza e fotografare un determinato momento.