25/06/2025
☕ Cambiare nome senza perdere la propria identità: è possibile?
Dunkin’ ci dimostra che sì — e lo fa con una lezione di branding da manuale.
Nel 2018, uno dei marchi più amati d’America ha deciso di lasciare andare la parola "Donuts". Non per rinnegare il passato, ma per evolversi e guardare avanti. A partire dal 2019, il brand si presenta semplicemente come Dunkin’, con un obiettivo chiaro: diventare un riferimento nel mondo delle bevande da asporto, senza rinunciare alla sua anima dolce.
Il rebranding non ha riguardato solo il logo o il nome. È stata un’operazione strategica, fatta di investimenti concreti in tecnologia, user experience e posizionamento.
📲 App più funzionali
⏱️ Servizi rapidi per l’ordinazione e il ritiro
👥 Formazione per il personale
Il risultato? Un marchio più moderno, snello e competitivo. Che conserva i suoi tratti iconici (colori, font, spirito) ma si proietta con energia verso il futuro.
E no, le ciambelle non sono sparite: sono ancora lì, più di 50 varietà! 🍩
💡 Morale: il rebranding non è solo estetica. È una dichiarazione d’intenti. È scegliere chi vuoi diventare, senza dimenticare da dove vieni.
Hai mai pensato di fare rebranding?
Qual è, secondo te, l’elemento più difficile da cambiare in un’identità già affermata?