09/01/2020
È ancora pesante il carico fiscale per i professionisti e le imprese in Italia, a confermarlo non sono solo le percezioni del sistema produttivo della nostra pen*sola, ma anche i dati diffusi dal Centro studi di Unimpresa. Nonostante i Governi che si sono succeduti in Italia in questi anni abbiamo più volte parlato dell’importanza di ridurre la pressione fiscale nel nostro Paese, andando in particolare ad alleviare l’onere che grava su imprese e professionisti, ancora oggi le entrate di queste realtà vengono più che dimezzate, se non ridotte ad un terzo, dalle tasse.
Total tax rate
Secondo quanto rivela il Ceentro studi di Unimpresa, su un’attività imprenditoriale, un’azienda o una partita IVA con un fatturato di 50.000 euro l’anno incombe un total tax rate che supera il 64% del fatturato (quasi due terzi), pari a circa 33.200 euro. Questo significa che nonostante le entrate annue siano di ben 50mila euro, all’impresa (o al professionista) resta un guadagno netto di soli 17.800.
Unimpresa ha calcolato che il profitto mensile, al netto delle tasse, è di circa 1.483 euro. Ben inferiore a quelle che sono le entrate dello Stato pari, ogni 30 giorni, a circa 2.766 euro. Quasi il doppio.
In 12 mesi di attività, professionisti, partite IVA e imprese con 50mila euro di fatturato, secondo le stime dell’associazione, pagano:
13.625 euro di saldo IRPEF;
5.241 di acconto IRPEF;
956 euro di addizionale regionale IRPEF;
236 euro di addizionale comunale IRPEF;
71 euro di acconto addizionale comunale IRPEF;
53 euro come diritti alla Camera di Commercio;
1.689 euro di IRAP;
797 euro di acconto IRAP;
7.191 euro di contributi previdenziali;
3.779 di acconto contributi previdenziali.
Chi fa impresa in Italia, oggi, ha molto coraggio: una prova di tenacia e resistenza che dura da decenni, assai difficile da decrittare. Passione per il proprio lavoro e determinazione sono i pilastri dell’imprenditoria italiana e del Made in Italy. Ma è una sorta di credito di cui tutti i Governi si approfittano – continuando a premere sull’acceleratore del Fisco – e che, adesso, però, sta andando in sofferenza. Se si ferma la piccola impresa, si ferma tutto.
Partite IVA, imprese e professionisti versano quasi due terzi del guadagno annuo all'Erario: tra IRPEF, IRAP e previdenza, resta solo il 36% del fatturato.