25/09/2026
Era il 2008 e i nostri uffici si stavano allargando.
Nel locale accanto, quello che di lì a poco sarebbe diventato parte dello studio, i martelli pneumatici picchiavano senza troppi riguardi. Una colonna sonora non proprio minimalista.
E noi, nel frattempo, lavoravamo a qualcosa di altrettanto imponente: il Catalogo ragionato 1960–1999 di Giulio Paolini, pubblicato da Skira.
Due tomi, oltre mille pagine, 837 opere.
Un progetto mastodontico, nel senso più bello del termine.
Grazie alla preziosa collaborazione di Maddalena Disch, autrice del Catalogo e profonda conoscitrice del lavoro di Paolini, abbiamo trascorso mesi immersi tra opere, immagini, documenti, dettagli. E, soprattutto, nella compagnia e nel pensiero di uno dei grandi protagonisti dell’arte contemporanea italiana.
Fu un lavoro enorme, rigoroso, minuzioso.
Ma di quegli anni ricordiamo soprattutto un privilegio: poter entrare così a fondo nell’universo di un artista.
Fuori cadevano muri.
Dentro, pagina dopo pagina, costruivamo un’opera.
E forse non poteva esserci cantiere migliore.