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04/11/2025

È una storia da dimenticare
È una storia da non raccontare
È una storia un po' complicata
È una storia sbagliata
Cominciò con la luna sul posto
E finì con un fiume di inchiostro
È una storia un poco scontata
È una storia sbagliata
Storia diversa per gente normale
Storia comune per gente speciale
Cos'altro vi serve da queste vite?
Ora che il cielo al centro le ha colpite
Ora che il cielo ai bordi le ha scolpite
È una storia di periferia
È una storia da una botta e via
È una storia sconclusionata
Una storia sbagliata
Una spiaggia ai piedi del letto
Stazione Termini ai piedi del cuore
Una notte un po' concitata
Una notte sbagliata
Notte diversa per gente normale
Notte comune per gente speciale
Cos'altro ti serve da queste vite?
Ora che il cielo al centro le ha colpite
Ora che il cielo ai bordi le ha scolpite
È una storia vestita di nero
È una storia da basso impero
È una storia mica male insabbiata
È una storia sbagliata
È una storia da carabinieri
È una storia per parrucchieri
È una storia un po' sputtanata
O è una storia sbagliata
Storia diversa per gente normale
Storia comune per gente speciale
Cos'altro ti serve da queste vite?
Ora che il cielo al centro le ha colpite
Ora che il cielo ai bordi le ha scolpite
Per il segno che ci è rimasto
Non ripeterci quanto ti spiace
Non ci chiedere più com'è andata
Tanto lo sai che è una storia sbagliata
Tanto lo sai che è una storia sbagliata

https://youtu.be/XsD_MLPR7j8

« ...a noi che scrivevamo canzoni, come credo d'altra parte a tutti coloro che si sentivano in qualche misura legati al mondo della letteratura e dello spettacolo, la morte di Pasolini ci aveva resi quasi come orfani. Ne avevamo vissuto la scomparsa come un grave lutto, quasi come se ci fosse mancato un parente stretto. »

Fabrizio De André

« È una canzone su commissione, forse l'unica che mi è stata commissionata. Mi fu chiesta da Franco Biancacci, a quel tempo a Rai Due, come sigla di due documentari-inchiesta sulle morti di Pasolini e di Wilma Montesi. In quel tempo, se non ricordo male, stavo cominciando a scrivere con Massimo Bubola l'ellepì che fu chiamato L'indiano (quello per intenderci che ha come copertina quel quadro di Re*****on che rappresenta un indiano a cavallo). E così gli ho chiesto di collaborare anche a questo lavoro. Ricordo che decidemmo tout-court di fare la canzone su Pasolini, e non tanto perché non ci importasse niente della morte della povera Montesi, ma per il fatto che a noi che scrivevamo canzoni, come credo d'altra parte a tutti coloro che si sentivano in qualche misura legati al mondo della letteratura e dello spettacolo, la morte di Pasolini ci aveva resi quasi come orfani. Ne avevamo vissuto la scomparsa come un grave lutto, quasi come se ci fosse mancato un parente stretto. Nella canzone comunque esiste una traccia di questa ambivalenza, cioè del fatto che ci si riferisce a due decessi e non ad uno solo. E lo si capisce nell'inciso quando canto: "Cos'altro vi serve da queste vite / ora che il cielo al centro le ha colpite". Come nasce una canzone? Direi che buona parte del senso e del valore della canzone sta prima di tutto nel suo titolo, cioè Una storia sbagliata, vale a dire una storia che non sarebbe dovuta accadere. Nel senso che in un clima di normale civiltà una storia del genere non dovrebbe succedere. E poi mi pare ci siano altri due versi che a mio parere spiegano meglio di altri il senso della canzone: "Storia diversa per gente normale / storia comune per gente speciale". Laddove per "normale" si deve intendere mediocre e poco civilizzato e per "speciale" normalmente, civilmente abituato a convivere con la cosiddetta diversità. Mi spiego meglio: per una persona matura e civile direi che è assolutamente normale che un omosessuale faccia la corte ad un suo simile dello stesso sesso. E assolutamente normale anche che se ne innamori. Dovrebbe esserlo anche per il corteggiato eterosessuale che mille modi di difendersi senza ricorrere alla violenza. Purtroppo la cultura maschilista e intollerante di un passato ancora troppo recente, ed allora ancora più recente di quanto non lo sia adesso, e che definirei un passato ancora recidivo, ha fatto credere alla maggioranza che il termine normalità debba coincidere necessariamente con il termine intolleranza. Ecco, un altro aspetto tragico che abbiamo voluto sottolineare nella canzone per la morte di Pasolini è quello legato ad una moda purtroppo ancora adesso corrente, e che si ricollega anche lei al clima di ignoranza e di caccia al diverso. E cioè il fatto che della morte di un grande uomo di pensiero sia stata fatta praticamente carne di porco da sb****re sul banco di macelleria dei settimanali spazzatura e non solo di quelli. Il verso "È una storia per parrucchieri" vuol dire che è una storia che purtroppo la si leggeva allora e ogni tanto la si legge ancora oggi sulle riviste equivoche mentre si aspetta di farsi fare la barba oppure la permanente. Questo è un po' in generale il senso della canzone. »

(Doriano Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, pp. 61-63)

La notte fra il 1° e il 2 di novembre venne assassinato Pier Paolo Pasolini 🖤

(Nella foto il murale di Jorit a Scampia - Na)

29/07/2025

Nel nostro mondo, seppelliamo i morti.
Accendiamo candele. Diciamo parole. Cerchiamo la pace.
Ma nella natura selvaggia?
Non ci sono elogi funebri.
Nessun addio sussurrato.
Solo istinto, silenzio… e ciò che resta non detto.
Eppure, questo piccolo uc***lo è rimasto lì.
Accoccolato accanto al corpo di chi, forse, aveva amato.
Non per cercare cibo.
Non per protezione.
Ma per qualcosa di più difficile da definire.
Ci piace pensare che le emozioni siano solo nostre.
Che il dolore appartenga ai poeti, e il lutto sia un privilegio umano.
Ma la natura racconta un’altra storia.
Qui, sulla terra dura, nessuno guarda.
Nessuna troupe. Nessuna folla.
Eppure—lui resta.
Forse non con le lacrime.
Forse senza capire del tutto.
Ma con la presenza.
Perché anche nel mondo selvaggio,
il cuore sa cosa ha perso.
E a volte,
sono proprio le creature più piccole
a portare dentro di sé i sentimenti più grandi.
— Hasan Jasim

21/06/2025
21/06/2025
21/06/2025
21/06/2025
13/06/2025
13/01/2025

Pure na medaglia!
Campionessa indiscussa!!!

03/10/2024

La lettera, tra il serio e il faceto, di una pendolare che anche stamattina ha dovuto affrontare la sua "piccola" Odissea

06/09/2024

un uomo onesto un uomo prode trallallallalero si innamorò perdutamente di una che non lo amava niente!

16/07/2024

AEREOPORCO BUNGA BUNGA

09/07/2024

Mia figlia che io cercavo da una vita senza saperlo l’ho incontrata in un orfanotrofio proprio a Sarajevo. Lei aveva 10 mesi. Tutti mi chiedevano: Ma perché l’hai fatto? Io ero single, avevo 35 anni. Perché l’ho fatto ? L’ho fatto perché, non lo so. È lei che ha scelto me. L’ho presa in braccio per farla riprendere dall’operatore, perché era l’unica bambina bruna in un mare di bambini biondi. Era l’unica che sorrideva in un contesto in cui i bambini avevano pochissimo da sorridere. L’ho presa in braccio, mi ha passato un braccio dietro al collo e la cosa mi ha turbato. L’operatore l’ha ripresa, l’ho rimessa lì e sono andato via turbatissimo. L’operatore se ne è accorto. Mi ha detto: Cos’hai? Ho detto: Quella bambina me la porterei via. È una storia che ha del miracoloso, io non mi sono chiesto perché. L’ho fatto per impulso, per impulso amoroso. Per questo non bisogna chiedere perché in amore. E poi ogni porta che io trovavo naturalmente sbarrata si apriva per miracolo.

Franco Di Mare

Indirizzo

Via Sagrado, 12
Sesto San Giovanni
20099

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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