Giusamatulli illustratore e graphic designer

Giusamatulli illustratore e graphic designer Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Giusamatulli illustratore e graphic designer, Grafico, Taranto.

Sono un illustratore e graphic designer disponibile per lavori che riguardano la comunicazione editoriale, la grafica per social e siti web e la realizzazione di packaging.

Il mio omaggio a David Lynch 🎞 Quando ho deciso di vedere Twin Peaks, sapevo che non sarebbe stata una serie come le alt...
01/02/2024

Il mio omaggio a David Lynch 🎞 Quando ho deciso di vedere Twin Peaks, sapevo che non sarebbe stata una serie come le altre. Vero e proprio fenomeno culturale degli anni '90, Twin Peaks racchiudeva una serie di messaggi cifrati frutto della creatività degli autori, tra i quali vi era appunto Lynch.

Alla base c'era l'idea di raccontare l'assassinio di una ragazza in una cittadina di provincia americana, ma l'obiettivo era, in realtà, quello di sviluppare il tema della doppia personalità, che in letteratura viene chiamato "doppelgänger" e secondo cui tutti noi abbiamo un gemello maligno, imprigionato all'interno della nostra psiche.

Il regista David Lynch seppe rendere l'idea della mente umana creando una dimensione sospesa, le cui forme ricordavano una "red room", una stanza completamente ricoperta di drappi rossi, con un pavimento che sfrutta l'illusione optica.

Un giorno come oggi nasceva il grande regista Federico Fellini, che il mondo del cinema ricorda come un visionario, capa...
20/01/2024

Un giorno come oggi nasceva il grande regista Federico Fellini, che il mondo del cinema ricorda come un visionario, capace di mostrare attraverso i suoi film il labile confine tra sogno e realtà 😶‍🌫️😶‍🌫️😶‍🌫️

Dove va l'uomo del XXI secolo? Ossessionato dall'ideale della forza bruta, pervaso dal desiderio sessuale, lacerato dall...
23/06/2023

Dove va l'uomo del XXI secolo? Ossessionato dall'ideale della forza bruta, pervaso dal desiderio sessuale, lacerato dalla paura della sottomissione e mosso dalla smania di potere. Sono tutti uomini sull'orlo di una crisi di nervi.

Collage digitali 2023

Eliogabalo, l’anarchico incoronato.Stravagante e scatenato, Eliogabalo è stato l’imperatore romano che più ha incarnato ...
23/04/2023

Eliogabalo, l’anarchico incoronato.

Stravagante e scatenato, Eliogabalo è stato l’imperatore romano che più ha incarnato la trasgressione. Di origini siriane, all’età di quattordici anni Avito Bassiano (questo era il suo vero nome) assume il titolo di imperatore scegliendo di chiamarsi Eliogabalo, in onore del dio El Gabal (il dio Sole sorto dalla montagna) di cui egli è sacerdote.

Il suo breve impero (218-222 d.C.) sarà all’insegna del matriarcato, poichè la sua ascesa al potere fu resa possibile dalle donne della sua famiglia, meglio conosciuta come la dinastia dei Severi. La nonna Mesa sarà la grande artefice del suo successo e la madre Giulia Soemia la sua principale sostenitrice. Evocando il rapporto di parentela con il defunto imperatore Caracalla e riversando fiumi di denaro nelle tasche dei militari, le due donne favoriranno la scalata al potere del ragazzo. Da parte sua, Eliogabalo assicurerà alla madre un ruolo di primo piano nella gestione degli affari di stato.

Tuttavia, secondo le cronache dell’epoca, il ragazzo fin da principio assume comportamenti inusuali: vive nel lusso sfrenato, seppellisce e soffoca sotto quintali di petali di rosa i suoi amanti, si nutre di lingue d’usignolo, pratica i riti orgiastici in modo smisurato, chiede ai medici di corte di poter cambiare sesso. Tutto questo finisce con scontrarsi con la morale e i costumi romani dell’epoca. Così, Eliogabalo morirà a 18 anni come una rockstar maledetta dei nostri tempi per mano della guardia imperiale, i pretoriani, a causa dei suoi eccessi.

Casa di Bambola di Henrik IbsenCollage digitale 2023
15/04/2023

Casa di Bambola di Henrik Ibsen

Collage digitale 2023

La città delle donne 💁‍♀️Collage digitale 2023
08/04/2023

La città delle donne 💁‍♀️

Collage digitale 2023

Prima ancora che Hollywood contribuisse a diffondere attraverso il cinema il personaggio della femme fatale, intesa come...
07/03/2023

Prima ancora che Hollywood contribuisse a diffondere attraverso il cinema il personaggio della femme fatale, intesa come una donna cinica dal fascino irresistibile, il poeta greco Eschilo aveva raccontato in una tragedia la storia di Clitennestra e di Agamennone. Una storia dalle tinte oscure, dove sentimenti come l’amore e la gelosia si fondono alla rabbia e il desiderio.

Nella mitologia greca, Clitennestra e Agamennone erano i sovrani di Micene, ma Eschilo decise di cambiare il nome della città della tragedia in Argo. Inoltre, Agamennone era anche uno degli eroi della guerra di T***a. Proprio alla vigilia del conflitto, il re era stato costretto a sacrificare la figlia Ifigenia al volere della dea Artemide, che impediva la partenza delle sue imbarcazioni dal porto della città. Infatti, Agamennone aveva offeso la dea vantandosi, nel corso di una battuta di caccia, di averla superata in bravura. Era stato questo dolore a porre le basi dell’odio che la moglie Clitennestra provava nei suoi confronti.

Una volta terminata la guerra, Agamennone fece ritorno in patria per celebrare la sua vittoria. Insieme a lui, c’era anche una giovane schiava troiana: era Cassandra, la figlia del vecchio re Priamo dotata del potere di conoscere il passato, il presente e il futuro di qulasiasi persona. Agamennone fu accolto dalla moglie Clitennestra che, per l’occasione elaborò una vendetta feroce: fece stendere all’ingresso della reggia un enorme tappeto color porpora. Il colore scelto rimandava, forse, all’omicidio che poi si sarebbe consumato nel palazzo reale.

D’accordo con il suo amante Egisto, Clitennestra pugnalò il marito e uccise Cassandra. Insieme al suo amante, cominciò a regnare sulla città senza provare alcun rimorso per il delitto commesso. Tuttavia, questo è solo il primo capitolo di una lunga saga che prende il nome di “Orestea”, in omaggio ad un altro protagonista della storia: Oreste, il figlio di Agamennone e Clitennestra, al quale toccherà nei capitoli successivi vendicare l’omicidio del padre. Però, questa è un’altra storia.

Tragedie e miti greci 👁Spesso, nelle favole i personaggi cattivi vivono in luoghi tenebrosi e inaccessibili. Boschi dall...
26/02/2023

Tragedie e miti greci 👁

Spesso, nelle favole i personaggi cattivi vivono in luoghi tenebrosi e inaccessibili. Boschi dalle atmosfere cupe, tetri castelli oppure caverne molto buie. Sono tutti luoghi che simboleggiano la paura umana dell’ignoto, di ciò che la razionalità non è capace di spiegare e che, dunque, ci provoca una sensazione di inquietudine, mista alla curiosità. Forse, sono questi i sentimenti che Ulisse e i suoi compagni devono aver provato una volta entrati nell’antro della caverna di Polifemo.

La terra dei Ciclopi è un luogo descritto da Omero nell’Odissea, il poema che racconta le avventure di Ulisse di ritorno da T***a. Durante il suo viaggio, il guerriero greco si imbatte in personaggi straordinari e luoghi incredibili. Uno di questi è proprio la terra dei Ciclopi, un’isola popolata da giganti con un occhio solo, figli del dio del mare Posidone. Sono esseri selvaggi che dedicano tutto il loro tempo alla pastorizia. Non sanno cosa significa coltivare la terra, perchè su quest’isola il grano cresce da solo, grazie all’intervento divino. Non rispettano la tradizione della xenìa, che imponeva ai Greci il senso dell’ospitalità verso lo straniero. Si collocano ai margini della società, incuranti delle regole del vivere insieme.

Ulisse intuisce subito che quella caverna è la dimora di un essere mostruoso, eppure sceglie di restare malgrado i compagni gli chiedano di fuggire. Ecco quella sensazione di paura mista alla curiosità che, a volte, pervade l’animo umano. Decidendo di restare, l’eroe provoca la morte di alcuni dei suoi compagni d’avventura, che vengono divorati in un sol boccone da Polifemo, di ritorno dal pascolo. Solo l’astuzia permetterà all’eroe greco di fuggire da quella prigione di pietra. Dopo averlo fatto ubriacare, Ulisse e i suoi compagni accecano il ciclope con un grosso palo di legno e aggrappandosi al ventre delle sue pecore finalmente scappano. Fra tutte le astuzie, passa alla storia lo stratagemma del falso nome che Ulisse fornisce al gigante. Quando gli altri ciclopi sentono Polifemo urlare per il dolore provocato dall’accecamento, gli chiedono chi sia stato e lui risponde: “Nessuno, è stato Nessuno”.

Giornata mondiale del gatto 🐱🐱🐱
17/02/2023

Giornata mondiale del gatto 🐱🐱🐱

Se permettete, parliamo di gatti 🐱🐱🐱🐱🐱

Questa settimana, ho deciso di dedicare alcune illustrazioni ad un animale straordinario: capriccioso, tenero, vanitoso, giocherellone, astuto. Signori e signore, mi riferisco a sua maestà il gatto.

Tragedie e miti greci🏺🏺🏺Dioniso era per gli antichi Greci il dio della metamorfosi, il signore delle illusioni. La sua n...
12/02/2023

Tragedie e miti greci🏺🏺🏺

Dioniso era per gli antichi Greci il dio della metamorfosi, il signore delle illusioni. La sua natura era considerata, per definizione, ambigua e sfuggevole. Gli strumenti da lui utilizzati per esercitare questi poteri erano la danza, la musica, il vino e... la follia. Proprio così. Il termine greco "enthousiasmos" esprimeva una condizione di delirio: "avere un dio dentro di sé" significava letteralmente essere posseduto da Dioniso e perdere ogni forma di autocontrollo.

Questo è ciò che avviene alle donne di Tebe nella tragedia che Euripide mette in scena nel V secolo a.C. ad Atene. Il titolo scelto è "Le Baccanti", un termine che fa riferimento alle seguaci del dio che avevano l'abitudine di venerarlo lasciandosi andare a danze sfrenate, suonate al ritmo del cembalo, uno strumento metallico capace di produrre un suono acutissimo. Un altro nome con il quale venivano definite era "Menadi".

Nella tragedia, Dioniso decide apparentemente senza una ragione precisa di far impazzire tutte le donne di Tebe. Con la mente offuscata, le tebane lasciano le proprie case, abbandonano i figli e i lavori domestici per andare a vivere all'aperto allo stato brado. Un gesto rivoluzionario che mina le fondamenta della società greca di allora, profondamente patriarcale.

Però, Dioniso non si limita a scardinare i meccasimi della società greca. Decide di punire anche lo stesso re di Tebe, Penteo, facendo nascere in lui il desiderio di assistere a uno di questi rituali, celebrato dalle Baccanti alle pendici del monte Citerone. Così, lo convince a travestirsi da donna, per passare inosservato. Penteo accetta, ignaro di ciò che gli accadrà per mano della sua stessa madre una volta scoperto.

05/02/2023

𝐑𝐢𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚
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𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐧𝐞𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐭𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 - `𝐔 𝐓𝐚̀𝐭𝐞. La tradizione del carnevale a Taranto era incentrata sulla figura del «tàte» e sul rituale che prevedeva la celebrazione del suo funerale, attraverso un vero e proprio corteo che si svolgeva per le strade della città vecchia. Il protagonista della cerimonia era una fantoccio aprotopaico, realizzato con oggetti molto comuni e di scarso valore: vecchie lenzuola, abiti consunti e, secondo la tradizione, uno o più remi da imbarcazione che fungevano da sostegno per il fantoccio stesso.

`U Tàte veniva esposto all’esterno delle abitazioni, spesso appeso ad un filo legato all’estremità di due balconi contigui, anche a causa della peculiare conformazione dei vicoli della città vecchia di Taranto. I segni distintivi del personaggio erano un cilindro, un fiasco di vino vuoto e una p**a. In particolare, questi due ultimi oggetti simboleggiavano i vizi tipici dell’uomo: il fumo e l’alcol.

La funzione del Tàte era duplice: esternare il bisogno primordiale di salutare la fine dell’inverno, un’abitudine che ritroviamo nelle prime civiltà preclassiche mediante l’uso di feticci antropomorfi o zoomorfi; schernire i vizi dell’essere umano in concomitanza con il martedì grasso, il giorno in cui era concesso eccedere con il cibo e l’alcol in attesa della quaresima.

Un sentito ringraziamento all'associazione culturale 𝐓𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢̀𝐝𝐢𝐨𝐧 e alle informazioni fornite attraverso i suoi dossier.

Indirizzo

Taranto

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