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Oggi facciamo i nostri complimenti a una giovane tarantina che ha appena raggiunto un traguardo importante. Federica Iai...
17/06/2026

Oggi facciamo i nostri complimenti a una giovane tarantina che ha appena raggiunto un traguardo importante.

Federica Iaia si è laureata in Medicina e Chirurgia, e lo ha fatto proprio qui, nella sede universitaria di Taranto.

Vale la pena fermarsi su questo dettaglio. Federica è diventata medico senza dover lasciare la sua città, studiando dove è cresciuta, dimostrando che a Taranto si può arrivare in alto anche restando. E lo ha fatto con una tesi che parla, guarda caso, proprio di viaggi.

Il suo lavoro è dedicato alla travel medicine, la medicina dei viaggi, e in particolare al ruolo della prevenzione per chi parte verso mete lontane e aree a rischio come l’Africa e l’Asia. In parole semplici, Federica ha studiato quanto sia importante una buona consulenza medica prima di mettersi in viaggio, analizzando l’attività e il monitoraggio dei viaggiatori del Centro di Medicina dei Viaggi di Taranto.

C’è qualcosa di bello in tutto questo. Una ragazza che è rimasta nella sua città per formarsi, e che ha scelto di dedicare il suo studio a chi invece il viaggio lo affronta, perché parta preparato e torni sano.

A Federica vanno i nostri complimenti più sinceri, con l’augurio che la sua strada nella medicina sia lunga, ricca di soddisfazioni e capace di prendersi cura di tante persone.

Auguri, dottoressa Iaia.

16/06/2026

Ogni volta, è un'emozione.
Gli storici dell'arte lo considerano uno dei massimi capolavori del Barocco italiano.
È il Cappellone di San Cataldo; si trova accanto all'altare maggiore della Cattedrale di Taranto ed è interamente rivestito di marmi policromi dal pavimento alla cupola affrescata.

Il progetto architettonico è attribuito a Cosimo Fanzago, il più grande architetto del Barocco napoletano, lo stesso della Certosa di San Martino e di mezza Napoli monumentale.

I marmi vennero da Massa Carrara e attraversarono il Mediterraneo via nave per arrivare nel nostro porto. L'altare marmoreo fu realizzato nel 1676 dal maestro carrarese Giovanni Lombardelli, impreziosito da madreperle e lapislazzuli, per la cifra spropositata per l'epoca di duemila ducati.

Gli affreschi della cupola e i sette pannelli che raccontano i miracoli del santo sono opera di Paolo De Matteis, uno dei più importanti pittori napoletani del Settecento.

Le grandi statue dei santi in marmo che ornano il Cappellone sono di Giuseppe Sanmartino. Lo stesso Sanmartino del Cristo Velato della Ca****la Sansevero a Napoli, quella scultura davanti alla quale ogni anno milioni di turisti restano in silenzio per la commozione. La stessa mano che ha modellato il velo di marmo più famoso del mondo ha lavorato qui, dentro la nostra Cattedrale, per la nostra città, per il nostro patrono.

Dentro l'altare marmoreo, attraverso una grata, è ancora visibile la tomba di San Cataldo. Sopra, nella nicchia centrale, riposa il simulacro argenteo che ogni 8 maggio sale sulla Nave Cheradi per la Processione a Mare.



14/06/2026

In questa meravigliosa città affacciata su due mari, quest'estate il cielo si riempie di musica.
Torna il Taranto Opera Festival, la grande opera lirica, dal vivo, all'Arena Villa Peripato. Tre serate sotto le stelle, tre storie che attraversano i secoli e parlano ancora a tutti noi.

🎭 CARMEN di Georges Bizet — 4 luglio

🎵 Concerto "CANTA NAPOLI" — 18 luglio

🎭 LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi — 31 luglio

E quest'anno l'opera si vive in famiglia:
👨‍👩‍👧‍👦 bambini a 1 €, ragazzi under 18 a soli 5 €.
Perché la grande musica si impara ad amarla da piccoli.

Tutte le serate all'Arena Villa Peripato, ore 21:00.
🎟️ Prenota ora il tuo posto migliore su tarantoperafestival.it

📲 WhatsApp 375 7044367

Semplicemente Taranto ❤️💙
14/06/2026

Semplicemente Taranto ❤️💙

14/06/2026

I murici, la porpora e l'antica collina dei coccioli sotto Villa Peripato
Quello che oggi mangiamo come antipasto, duemila anni fa vestiva i re.

Oggi li gustiamo a tavola, dal sapore intenso e deciso che sa di mare e di tradizione. Ma un tempo erano molto più di un cibo. Erano il cuore di una delle attività più preziose e affascinanti dell'antichità, la produzione della porpora, il colore dei re e dei potenti.

Lungo le sponde del Mar Piccolo, vicino a quella che oggi è Villa Peripato, i nostri antenati accumulavano le conchiglie svuotate. Ne rimanevano così tante che con il tempo si formò una vera e propria altura, ricordata come la Collina dei Coccioli.

Per capire quanto fosse preziosa quella porpora basta un dettaglio. Da ogni mollusco si estraeva una sola, minuscola goccia di colore, e per tingere un solo mantello ne servivano migliaia. Ecco perché la porpora tarantina era rara, ambitissima e costosissima, un lusso che pochissimi al mondo potevano permettersi.

E la materia prima su cui finiva quel colore era altrettanto pregiata. Le fonti antiche raccontano che le lane di Taranto fossero così preziose che i pastori arrivavano a coprire le pecore con pelli, pur di proteggerne il vello. Quelle lane, tinte con la porpora dei nostri mari, vestivano i tarantini di un lusso smisurato e venivano poi esportate fino a Roma, dove diventavano un segno di distinzione sociale. È lo stesso colore che ancora oggi indossano i cardinali, l'eredità lontana di quell'antica opulenza.

Le officine della porpora sorgevano lungo la spiaggia orientale del Mar Piccolo, là dove le sorgenti naturali alimentavano la vita e il lavoro di un'intera città.
Scopri di più: https://www.madeintaranto.org/murici/

Nel mare di Taranto è nato un cucciolo di delfino.Lo ha raccontato la Jonian Dolphin Conservation, che da anni studia i ...
13/06/2026

Nel mare di Taranto è nato un cucciolo di delfino.
Lo ha raccontato la Jonian Dolphin Conservation, che da anni studia i delfini del nostro golfo, e la notizia merita di essere conosciuta da tutti.

Lo scorso 13 maggio, navigando in Mar Grande, i ricercatori hanno visto accanto a due delfini che conoscono bene, Satyria e Taras, qualcosa che non si aspettavano. Un cucciolo.

Solo due giorni prima i due erano ancora soli. Il piccolo è venuto al mondo in quell'intervallo, e quando è stato avvistato aveva ancora le pieghe fetali sul corpo, la pinna dorsale non ancora rigida e un nuoto incerto, sempre stretto alla madre. Un neonato di pochi giorni, nato nel mare in cui tanti di noi sono cresciuti.

Satyria e Taras sono individui riconoscibili, monitorati uno per uno, di cui si conoscono le abitudini. Frequentano il Mar Grande con regolarità dal 2023, e ora sono in tre.
Ma c'è un significato che va oltre l'emozione, ed è quello che dovrebbe farci riflettere.

Se un delfino sceglie di mettere al mondo il suo piccolo proprio qui, vuol dire che considera il nostro mare un ambiente adatto alla vita e alla riproduzione. È un segnale sullo stato di salute del golfo e sulla qualità di ciò che continua a offrire. Proprio quel mare che troppo spesso sentiamo raccontare solo come ferito, ha scelto di diventare la culla di una nuova vita.

Adesso si apre un periodo delicato, in cui il cucciolo dipende in tutto dalla madre ed è vulnerabile a qualsiasi disturbo. Per questo il modo migliore di gioire di questa notizia è proteggerla, lasciando a questi tre il mare e lo spazio di cui hanno bisogno.

Grazie alla Jonian Dolphin Conservation, che continua a prendersi cura di un patrimonio che è di tutti noi.

Indirizzo

Taranto
74121

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