04/06/2026
Conosci la piscina naturale della sorgiva del fiume Cervaro?
C’è un posto sulla sponda nord del Mar Piccolo dove dalle viscere della Murgia sgorga, perenne, un fiume di acqua dolce e cristallina a tredici gradi tutto l’anno. Si chiama Cervaro, è uno dei fiumi più corti d’Italia, e quasi nessun tarantino ha mai messo i piedi nella piccola piscina naturale che si forma intorno alla sua sorgiva.
È un fiumiciattolo di origine carsica, alimentato da due sorgenti perenni che nascono nelle rocce calcaree della Murgia. L’acqua viaggia per chilometri nel buio sotterraneo, si arricchisce di carbonato di calcio attraversando la pietra, e poi sbuca all’aperto sotto forma di occhio di fonte, circondato da un fitto canneto. Quelle canne producono ossigeno e rendono l’aria intorno alla sorgiva di una densità che senti subito sulla pelle.
L’acqua del Cervaro è considerata terapeutica da sempre. Chi ha avuto la fortuna di immergercisi racconta una sensazione di rigenerazione totale.
Ma il Cervaro non è solo natura. Il suo nome viene dal latino cervus e si lega a una tradizione antica. Lungo le sue sponde sorgeva un tempio dedicato a Diana, la dea cacciatrice il cui animale totem era proprio il cervo. E alla foce del Cervaro, secondo la tradizione, San Pietro Apostolo avrebbe battezzato i primi cristiani tarantini durante il suo viaggio verso Roma.
Poco più in là sorge il Convento dei Battendieri, dove i frati cappuccini per secoli sfruttarono la forza dell’acqua per muovere la gualchiera, l’antica officina dove veniva lavorata la lana. Il nome stesso del convento viene da quel lavoro di battitura.