29/09/2016
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Le piccole e medie imprese italiane, schiacciate dalla pressione fiscale, lamentano enormi problemi di liquidità.
I dati dell’indagine Adnkronos descrivono una tendenza allarmante e tutt’altro che marginale. Il 65% delle PMI ammette ritardi nei pagamenti dei fornitori e l’85% è dovuto ricorrere durante l’anno ad una transazione last minute per evitare contenziosi giudiziari. Pagare i fornitori in ritardo è diventata ormai quasi una prassi comune. Ne consegue un’inevitabile calo del tasso di affidabilità dei contratti sceso sotto il 40%. E questo non può non avere effetti sul credito commerciale: i fornitori non si fidano e sono sempre più rigidi, soprattutto con le imprese di settori o territori più a rischio. Analizziamo quali sono i metodi di pagamento più diffusi:
Pagamento alla consegna (pochi, maledetti e subito);
Richiesta di un anticipo (10, 20, 30%) e la quota rimanente dilazionata o in unica soluzione (e poi pregare di riscuotere!!)
Condizioni di pagamento a 30/60/90 gg. solo a clienti conosciuti (storici) che si sono dimostrati sempre affidabili (domanda: e domani… lo saranno ancora?)
Escluso il primo (ormai raro), gli altri due sistemi di pagamento espongono l’azienda al rischio di insolvenza o a ritardi di pagamento (il cliente paga quando vuole lui) che a lungo andare diventano inaccettabili e insostenibili perché capaci di ridurre il margine di guadagno, innescando un loop molto pericoloso che porta a risultati ahimè noti. Recuperare un insoluto o un mancato pagamento è ormai un lavoro che, per riuscire bene, deve essere ben organizzato e strutturato. Spesso necessita di personale appositamente dedicato e formato che oggi non tutti possono permettersi, soprattutto nelle piccole e micro imprese alle quali ZeroInsoluti si rivolge in via preferenziale.
E tu? Come ti stai comportando con i clienti? Stai facendo loro da banca?
Capisco che a volte la mancanza di personale stabilmente preposto all’attività di recupero crediti, il timore di sostenere esose spese legali senza la garanzia di un effettivo risultato, ti portano “a non fare nulla” e a dimenticarti dei piccoli-medio crediti. Nulla di più f***e: ogni fattura emessa e rimasta insoluta contribuisce a formare il reddito d’impresa assoggettato a tassazione; inoltre, si riduce la marginalità e quindi il profitto. E non è finita: per ogni fattura insoluta, hai già versato allo Stato l’I.V.A. mai ricevuta.
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