MotoGiro d'Italia

MotoGiro d'Italia ll Motogiro d’Italia è la rievocazione storica della più antica e prestigiosa gara motociclistica italiana a tappe. motogiro_1955_bw

“Ci siamo. Via! Immensi.

Il Motogiro d’Italia, come scrisse il famoso giornalista degli anni 50 Silvio Ottolenghi, è “una delle gare più affascinanti che si siano corse da quando l’uomo si stancò di pedalare”. Voglio di seguito riportare, alcune frasi del suo articolo pubblicato sull’opuscolo di diffusione del Motogiro d’Italia del 1955. Odio i paroloni, mi mettono soggezione non so spenderli: anche a vendere patacche bisogna esserci tagliati. Eppure quando si arriva a questo momento e la bandiera si alza congelando i rumori, provo sempre qualcosa dentro di me – un misto di esaltazione e di panico – che soltanto a paroloni potrei esprimere e che , per incapacità di usarli mi resta in corpo a lungo mi pesa sullo stomaco. E’ come se si fosse lasciato cadere un gettone in una macchina automatica: l’ingranaggio di colpo si mette in moto, il giro è cominciato. Anche per noi di seguito che gli andremo appresso. L’Alfa si avventa sull’asfalto ancora umido e supera presto i primi partiti. Nel sorpasso potrei toccarli sporgendo un mano dal finestrino. Stanno col petto sul serbatoio, il mento affondato nel cuscinetto di gomma, le gambe allungate all’indietro, le ruote sottili sobbalzano nelle buche e i corpi beccheggiano. Guardo il contachilometri: vanno come dannati, a piccoli gruppi di tre o quattro.”

A distanza di tutti questi anni, mai racconto per me è più attuale, è l’esatta descrizione di quello che io provo ad ogni inizio della manifestazione. Anche la sensazione descritta in un altro passo dell’articolo di Silvio Ottolenghi è uguale

“L’aria è profumata di bosco; i prati, le radure, nel folto delle piante che vanno perdendo la rigidità invernale – sono di un verde cupo e, a fil di costa, luccicante di rugiada. Potrei pensare ad una gita se spesso non dovessi abbrancarmi alla portiera. Frenando alle curve per poi lanciarsi di nuovo in rettilineo, i corridori in salita procedono a strappi, come gocce di pioggia sui vetri. Questo è il giro la più bella e perfida delle corse.”

058mmaoggimg19561(Tratto dall’articolo di Dario Zanasi dall’opuscolo in distribuzione del Motogiro d’Italia 1955).

“ Se non temessi di annoiarvi mi sorriderebbe l’idea di abbozzare una specie di itinerario turistico – sentimentale che tenesse conto, seguendo di tappa in tappa la corsa dalle patrizie ville venete che si specchiano in canali trasparenti come lastre di cristallo; delle estatiche acropoli marchigiane e abruzzesi cui fanno d’alari sparsi boschi d’ulivo; dei laghi azzurri che incombono sui mandorli e i carrubi del sud mitico e sofistico; delle strade e dolci saliscendi dell’Umbria sempre drappeggiata di verde sulle quali il cristianesimo s’accorse, prima che altrove, d’aver sconfitto per sempre il drago pagano. Ma ora non c’è più spazio per i sentimentalismi e perciò mi accontento di concludere immaginandomi la sorpresa che proverebbero quali spettatori del Motogiro, i primi centauri e i primi automobilisti del nostro secolo. A cominciare da quel duca Onorato che esigeva “Landaulets” così alti da permettergli di starsene eretto col busto senza che il suo cilindro toccasse il tetto della vettura.”

Sull’onda dell’emozione di leggere questi passi e un attenta ricerca storica dei percorsi originali è scaturito il percorso del Motogiro 2017, che racchiude nel suo snodarsi tra le strade d’Italia le sensazioni bellissime sopra descritte, tenendo conto del raccordo tra passato e presente per rendere sempre viva e vegeta questa grande realtà del nostro motociclismo che è il Motogiro d’Italia. LESSICO DEL MOTOGIRO

(Tratto dall’opuscolo del Motogiro d’Italia 1956, scritto dal giornalista Silvio Ottolenghi)

CORRIDORE: una bandiera lo mette in sella, un’altra lo ferma, tra le due bandiere centinaia di chilometri. Corre con il petto schiacciato sul serbatoio, le mani aggrappate ai comandi, gli occhi sbarrati nell’orbita delle lenti. La strada sale, precipita, taglia la pianura e di nuovo si srotola. Mille, diecimila sobbalzi che rompono le ossa. Le ruote frusciano sull’asfalto che bolle al sole, sfrigolano nelle pozzanghere. La polvere impasta il sudore, la pioggia si imperla sulla pelle unta della divisa nera. E il motore picchia nelle orecchie, picchia, picchia, sinché i timpani si rifiutano di vibrare e il rombo diventa un ronzio sopportabile. motogiro_storia_bw

Allora nel cervello del corridore si fa una gran quiete. L’orgasmo s’è bruciato in gola lasciando le labbra aride e una tremenda sete ma è scomparso il senso di oppressione, come un peso sullo stomaco. E il cuore batte tranquillo. Per oggi ce la farà ancora. La strada si inerpica, scende, si perde nelle borgate di case bianche, rasenta il mare. La destra ha in pugno l’elastica morbidezza della velocità, i piedi premono sulle leve con naturale automatismo. Ora è facile guidare. Una bandiera a scacchi si abbassa a chiudergli l’orizzonte che un’altra bandiera, alzandosi, gli aveva aperto un secolo fa. Ce l’ha fatta. TAPPA: due città distano l’una dall’altra 50 chilometri secondo la carta del Touring; 48 chilometri secondo la mappa delle Ferrovie dello Stato; 450 chilometri secondo l’itinerario del Motogiro. (Tratto dall’opuscolo del Motogiro d’Italia 1957 alla fine dell’articolo di Alfeo Biagi)

Lo scritto rappresenta perfettamente quello che noi organizzazione proviamo.

“ E’ sera, l’ultima sera del Motogiro. Quando loro sono arrivati, noi eravamo a tavolino, intenti a passare in tipografia i primi servizi dei colleghi. motogiro_storia2_bw

Così non abbiamo visto niente. C’è stata festa; battimani, discorsi, interviste alla radio, riprese alla TV: o almeno ci dicono che c’è stata tutta quella roba, per noi “quelli che restano”, il Motogiro finisce così: arriva Chierici (Il Direttore della rivista Stadio dell’epoca organizzatrice insieme alla FMI e al Moto Club Stadio del Motogiro degli anni 50), saluta dice che siamo” sciagurati” perché c’era un errore nella classifica della terza tappa a proposito del 72° posto. Poi entra un giovanotto timidissimo, vestito di cuoio nero, col casco in testa e un foglio bianco in mano. Dice che vuole iscriversi al prossimo Motogiro. Allora possiamo andare a dormire il Motogiro è finito davvero.”

Mi sono dilungato in questo excursus di articoli e pensieri tratti dagli opuscoli dei Motogiri d’Italia degli anni 50, che mi hanno dato le stesse emozioni che io provo ad organizzare e ugualmente vivono i piloti che partecipano. L’esaltazione di quanto raccontato, è sicuramente il piacere di chi condivide ancora oggi con noi questi momenti, ed è un invito a iscriversi per provare con le proprie emozioni, l’ebrezza di sentirsi attori e protagonisti di questo evento unico al Mondo. Il Presidente

Massimo Mansueti

17/09/2026

🏍️ Ci sono storie che, anche dopo tanti anni, riescono ancora a far emozionare.

Quella della Moto Guzzi Dondolino di Libero Liberati è una di queste. Una moto che non rappresenta soltanto il motociclismo di un’altra epoca, ma il legame profondo tra un campione e la sua città.

In questa intervista è proprio il nipote di Libero a ricordare quella storia, con un’emozione difficile da nascondere. Accanto a lui c’è Salvatore Incardia, che vogliamo ringraziare ancora una volta per aver portato il Dondolino da Catania fino a Terni, permettendo alla città di ritrovare e ammirare un pezzo così importante della propria memoria. ❤️

Una moto acquistata grazie al contributo di chi, tanti anni fa, decise di credere nel talento di Libero. Una moto che ha attraversato il tempo e che oggi riesce ancora a riunire persone, ricordi e generazioni.

Grazie a Salvatore Incardia per la disponibilità, per le sue parole e per aver reso possibile questo momento. E grazie a tutti coloro che continuano a custodire e tramandare questa storia.

🎥 Guardate l’intervista fino alla fine.

Perché davanti a questo Dondolino non si parla soltanto di una motocicletta.

Si parla di Libero Liberati.
Si parla di Terni.
Si parla di una storia che continua a vivere. 🇮🇹❤️🏍️

15/09/2026
15/09/2026

🏍️ Una moto comprata da una città intera. Una storia che merita di essere raccontata.

Quella che vedete nel Reel è la Moto Guzzi Dondolino di Libero Liberati, una moto del 1947 che rappresenta molto più di un pezzo di storia del motociclismo.

Per permettere a Libero di avere una moto performante con cui partecipare alle gare di campionato, all’interno della Società Terni Acciaierie venne organizzata una sottoscrizione: operai e impiegati contribuirono alla raccolta, arrivando a destinare anche il valore di una giornata di lavoro.

In pratica, fu Terni a credere in lui. ❤️
Fu una città intera ad aiutarlo a salire su quella moto e a dargli la possibilità di iniziare quel percorso che lo avrebbe portato a diventare famoso.

La Dondolino venne poi immatricolata nel 1952 dal Moto Club Terni e, nel corso degli anni, passò attraverso diversi proprietari fino ad arrivare a Salvatore Incardia, che ha avuto la grande disponibilità di riportarla dalla Sicilia a Terni per permettere ai ternani di rivederla.

A lui va ancora oggi il ringraziamento del Moto Club Terni.

Perché il valore di questa Guzzi non si misura soltanto nelle sue prestazioni.
Il suo vero valore è nella storia di chi fece un sacrificio per credere nel sogno di Libero Liberati. 🇮🇹🏁

🏍️ IL MOTOGIRO D’ITALIA 2027 È GIÀ ONLINE! 🇮🇹In attesa della riattivazione del sito ufficiale, abbiamo realizzato un sit...
09/09/2026

🏍️ IL MOTOGIRO D’ITALIA 2027 È GIÀ ONLINE! 🇮🇹

In attesa della riattivazione del sito ufficiale, abbiamo realizzato un sito provvisorio per permettere a tutti gli appassionati di avere fin da subito le informazioni necessarie sulla prossima edizione.

All’interno troverete le informazioni sul MotoGiro d’Italia 2027, il percorso, le modalità di partecipazione e soprattutto la possibilità di contattarci e procedere con l’iscrizione.

👉 Tutto quello che serve per iniziare a preparare la prossima avventura è già disponibile qui:

www.motogiroitalia.com⁠

🔥 Il sito definitivo tornerà presto online. Nel frattempo… il MotoGiro 2027 è già partito!

09/09/2026

La Provincia di Terni illuminerà il prossimo 20 settembre la Torretta di Palazzo Bazzani con i colori rosso e verde. La decisione la spiega il vice Presidente Francesco Maria Ferranti. “Sarà un omaggio ai 100 anni dalla nascita di Libero Liberati, nel giorno del suo compleanno. Liberati ha dato tanto a Terni, sia dal punto di vista sportivo che della diffusione della conoscenza della città in tutta Italia.

Abbiamo deciso di aderire alle iniziative del Moto Club Libero Liberati – Paolo Pileri per ricordare la sua importanza e la storia che Terni ha in campo motoristico. La scelta di illuminare la Torretta con i colori di Terni cadrà anche in concomitanza con la partita della Ternana nel corso della quale verrà ricordato il grande pilota.

La nostra città da sempre vanta una grande tradizione in ambito motociclistico e automobilistico e la Provincia è stata sempre vicina e sempre lo sarà a tutte le realtà motoristiche del territorio. I motori hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi uno dei settori più importanti e affascinanti, contribuendo a diffondere lo sport, ma anche la conoscenza della città e del suo territorio in ambito sportivo e turistico”.




La Provincia di Terni illuminerà il prossimo 20 settembre la Torretta di Palazzo Bazzani con i colori rosso e verde. La ...
09/09/2026

La Provincia di Terni illuminerà il prossimo 20 settembre la Torretta di Palazzo Bazzani con i colori rosso e verde. La decisione la spiega il vice Presidente Francesco Maria Ferranti. “Sarà un omaggio ai 100 anni dalla nascita di Libero Liberati, nel giorno del suo compleanno. Liberati ha dato tanto a Terni, sia dal punto di vista sportivo che della diffusione della conoscenza della città in tutta Italia.

Abbiamo deciso di aderire alle iniziative del Moto Club Libero Liberati – Paolo Pileri per ricordare la sua importanza e la storia che Terni ha in campo motoristico. La scelta di illuminare la Torretta con i colori di Terni cadrà anche in concomitanza con la partita della Ternana nel corso della quale verrà ricordato il grande pilota.

La nostra città da sempre vanta una grande tradizione in ambito motociclistico e automobilistico e la Provincia è stata sempre vicina e sempre lo sarà a tutte le realtà motoristiche del territorio. I motori hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi uno dei settori più importanti e affascinanti, contribuendo a diffondere lo sport, ma anche la conoscenza della città e del suo territorio in ambito sportivo e turistico”.




09/09/2026
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08/09/2026

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14/06/2026

Grazie Gaxa 🙏🏼 Energy Solutions

Indirizzo

Via Bertani, 4
Terni
05100

Orario di apertura

Mercoledì 16:00 - 19:00
Venerdì 16:00 - 18:00

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