MotoGiro d'Italia

MotoGiro d'Italia ll Motogiro d’Italia è la rievocazione storica della più antica e prestigiosa gara motociclistica italiana a tappe. motogiro_1955_bw

“Ci siamo. Via! Immensi.

Il Motogiro d’Italia, come scrisse il famoso giornalista degli anni 50 Silvio Ottolenghi, è “una delle gare più affascinanti che si siano corse da quando l’uomo si stancò di pedalare”. Voglio di seguito riportare, alcune frasi del suo articolo pubblicato sull’opuscolo di diffusione del Motogiro d’Italia del 1955. Odio i paroloni, mi mettono soggezione non so spenderli: anche a vendere patacche bis

ogna esserci tagliati. Eppure quando si arriva a questo momento e la bandiera si alza congelando i rumori, provo sempre qualcosa dentro di me – un misto di esaltazione e di panico – che soltanto a paroloni potrei esprimere e che , per incapacità di usarli mi resta in corpo a lungo mi pesa sullo stomaco. E’ come se si fosse lasciato cadere un gettone in una macchina automatica: l’ingranaggio di colpo si mette in moto, il giro è cominciato. Anche per noi di seguito che gli andremo appresso. L’Alfa si avventa sull’asfalto ancora umido e supera presto i primi partiti. Nel sorpasso potrei toccarli sporgendo un mano dal finestrino. Stanno col petto sul serbatoio, il mento affondato nel cuscinetto di gomma, le gambe allungate all’indietro, le ruote sottili sobbalzano nelle buche e i corpi beccheggiano. Guardo il contachilometri: vanno come dannati, a piccoli gruppi di tre o quattro.”

A distanza di tutti questi anni, mai racconto per me è più attuale, è l’esatta descrizione di quello che io provo ad ogni inizio della manifestazione. Anche la sensazione descritta in un altro passo dell’articolo di Silvio Ottolenghi è uguale

“L’aria è profumata di bosco; i prati, le radure, nel folto delle piante che vanno perdendo la rigidità invernale – sono di un verde cupo e, a fil di costa, luccicante di rugiada. Potrei pensare ad una gita se spesso non dovessi abbrancarmi alla portiera. Frenando alle curve per poi lanciarsi di nuovo in rettilineo, i corridori in salita procedono a strappi, come gocce di pioggia sui vetri. Questo è il giro la più bella e perfida delle corse.”

058mmaoggimg19561(Tratto dall’articolo di Dario Zanasi dall’opuscolo in distribuzione del Motogiro d’Italia 1955).

“ Se non temessi di annoiarvi mi sorriderebbe l’idea di abbozzare una specie di itinerario turistico – sentimentale che tenesse conto, seguendo di tappa in tappa la corsa dalle patrizie ville venete che si specchiano in canali trasparenti come lastre di cristallo; delle estatiche acropoli marchigiane e abruzzesi cui fanno d’alari sparsi boschi d’ulivo; dei laghi azzurri che incombono sui mandorli e i carrubi del sud mitico e sofistico; delle strade e dolci saliscendi dell’Umbria sempre drappeggiata di verde sulle quali il cristianesimo s’accorse, prima che altrove, d’aver sconfitto per sempre il drago pagano. Ma ora non c’è più spazio per i sentimentalismi e perciò mi accontento di concludere immaginandomi la sorpresa che proverebbero quali spettatori del Motogiro, i primi centauri e i primi automobilisti del nostro secolo. A cominciare da quel duca Onorato che esigeva “Landaulets” così alti da permettergli di starsene eretto col busto senza che il suo cilindro toccasse il tetto della vettura.”

Sull’onda dell’emozione di leggere questi passi e un attenta ricerca storica dei percorsi originali è scaturito il percorso del Motogiro 2017, che racchiude nel suo snodarsi tra le strade d’Italia le sensazioni bellissime sopra descritte, tenendo conto del raccordo tra passato e presente per rendere sempre viva e vegeta questa grande realtà del nostro motociclismo che è il Motogiro d’Italia. LESSICO DEL MOTOGIRO

(Tratto dall’opuscolo del Motogiro d’Italia 1956, scritto dal giornalista Silvio Ottolenghi)

CORRIDORE: una bandiera lo mette in sella, un’altra lo ferma, tra le due bandiere centinaia di chilometri. Corre con il petto schiacciato sul serbatoio, le mani aggrappate ai comandi, gli occhi sbarrati nell’orbita delle lenti. La strada sale, precipita, taglia la pianura e di nuovo si srotola. Mille, diecimila sobbalzi che rompono le ossa. Le ruote frusciano sull’asfalto che bolle al sole, sfrigolano nelle pozzanghere. La polvere impasta il sudore, la pioggia si imperla sulla pelle unta della divisa nera. E il motore picchia nelle orecchie, picchia, picchia, sinché i timpani si rifiutano di vibrare e il rombo diventa un ronzio sopportabile. motogiro_storia_bw

Allora nel cervello del corridore si fa una gran quiete. L’orgasmo s’è bruciato in gola lasciando le labbra aride e una tremenda sete ma è scomparso il senso di oppressione, come un peso sullo stomaco. E il cuore batte tranquillo. Per oggi ce la farà ancora. La strada si inerpica, scende, si perde nelle borgate di case bianche, rasenta il mare. La destra ha in pugno l’elastica morbidezza della velocità, i piedi premono sulle leve con naturale automatismo. Ora è facile guidare. Una bandiera a scacchi si abbassa a chiudergli l’orizzonte che un’altra bandiera, alzandosi, gli aveva aperto un secolo fa. Ce l’ha fatta. TAPPA: due città distano l’una dall’altra 50 chilometri secondo la carta del Touring; 48 chilometri secondo la mappa delle Ferrovie dello Stato; 450 chilometri secondo l’itinerario del Motogiro. (Tratto dall’opuscolo del Motogiro d’Italia 1957 alla fine dell’articolo di Alfeo Biagi)

Lo scritto rappresenta perfettamente quello che noi organizzazione proviamo.

“ E’ sera, l’ultima sera del Motogiro. Quando loro sono arrivati, noi eravamo a tavolino, intenti a passare in tipografia i primi servizi dei colleghi. motogiro_storia2_bw

Così non abbiamo visto niente. C’è stata festa; battimani, discorsi, interviste alla radio, riprese alla TV: o almeno ci dicono che c’è stata tutta quella roba, per noi “quelli che restano”, il Motogiro finisce così: arriva Chierici (Il Direttore della rivista Stadio dell’epoca organizzatrice insieme alla FMI e al Moto Club Stadio del Motogiro degli anni 50), saluta dice che siamo” sciagurati” perché c’era un errore nella classifica della terza tappa a proposito del 72° posto. Poi entra un giovanotto timidissimo, vestito di cuoio nero, col casco in testa e un foglio bianco in mano. Dice che vuole iscriversi al prossimo Motogiro. Allora possiamo andare a dormire il Motogiro è finito davvero.”

Mi sono dilungato in questo excursus di articoli e pensieri tratti dagli opuscoli dei Motogiri d’Italia degli anni 50, che mi hanno dato le stesse emozioni che io provo ad organizzare e ugualmente vivono i piloti che partecipano. L’esaltazione di quanto raccontato, è sicuramente il piacere di chi condivide ancora oggi con noi questi momenti, ed è un invito a iscriversi per provare con le proprie emozioni, l’ebrezza di sentirsi attori e protagonisti di questo evento unico al Mondo. Il Presidente

Massimo Mansueti

🏍️ MEMORIAL GOLIARDO FILIPPETTI 2026 🏍️Una giornata dedicata alla passione per i motori, alla storia e al ricordo di una...
16/06/2026

🏍️ MEMORIAL GOLIARDO FILIPPETTI 2026 🏍️

Una giornata dedicata alla passione per i motori, alla storia e al ricordo di una figura che ha lasciato il segno nel motociclismo italiano.

📍 San Gemini
📅 Domenica 21 giugno 2026

Programma della manifestazione:
✅ Ritrovo e inizio manifestazione ore 09:00
✅ Apertura mostra statica presso il Chiostro di San Francesco ore 10:30
✅ Esposizione delle moto dei partecipanti nella piazza del Comune
✅ Apertura e visita al Museo della Moto Goliardo Filippetti ore 11:00
✅ Dibattito commemorativo presso l’Auditorium del Convento ore 12:00
✅ Pranzo in taverna ore 13:00

🚗🏍️ L’evento è aperto a tutti i motociclisti e automobilisti, con particolare attenzione ai veicoli storici antecedenti gli anni ’40.

💰 Quota di partecipazione e pranzo: € 30,00

📞 Prenotazione obbligatoria per il pranzo entro giovedì al numero indicato nella locandina.

Vi aspettiamo per condividere insieme una giornata di amicizia, motori e memoria nel ricordo di Goliardo Filippetti. 🇮🇹🏍️

14/06/2026

Grazie Gaxa 🙏🏼 Energy Solutions

Si è conclusa sabato 30 maggio sul lungomare di Santa Lucia di Siniscola la trentacinquesima edizione moderna del Motogi...
11/06/2026

Si è conclusa sabato 30 maggio sul lungomare di Santa Lucia di Siniscola la trentacinquesima edizione moderna del Motogiro d’Italia, organizzato dal Moto Club Terni – Libero Liberati - Paolo Pileri e realizzato in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e Internazionale. Al termine di sei spettacolari tappe, per un totale di oltre 1600 chilometri, sono saliti sul gradino più alto del podio il folignate Marco Tomassini (Gilera Super Sport 175) classe Rievocazione Storica anni ’50; il lombardo Giovanni Zanetti (Norton Dominator 500) classe Rievocazione Storica anni ’60; il ternano Maurizio Paloni (MV Agusta 350) Classiche; il romano Claudio Antonaci (Benelli Tornado 550) classe Motogiro; l’inglese Nawal Saigal (Indian bicilindrica 500) classe Heritage e la torinese Chiara Negro Grom (Vespa PK 50) classe Scooter.

Sono undici (sei consecutive), le vittorie di Marco Tomassini nella classe più prestigiosa del Motogiro, quella che rievoca la gran fondo che si è corsa dal 1953 al 1957. Il pilota umbro, uno dei massimi esperti mondiali in competizioni di questo tipo, ha prevalso grazie alla vittoria nella prima e quinta tappa ma soprattutto posizionandosi sempre fra i migliori, anche nelle tre frazioni vinte dal lombardo Marco Bonanomi che in sella alla MV Agusta 175 CSTL è giunto secondo, pagando a caro prezzo alcune sfide contro il cronometro, in particolare nella penultima tappa. Terzo è arrivato Giacomo Viganò (Moto Morini GT 175) che ha relegato ai piedi del podio Paolo Mattioli (Morini Tre Sette Sprint 175) che di un soffio ha prevalso sull’inglese Jonathan Hewtson (Mondial FB Extra Lusso)

Tre vittorie, un secondo e un terzo posto, hanno garantito a Giovanni Zanetti di presentarsi all’ultima frazione con un margine incolmabile e aggiudicarsi con facilità la classe Rievocazione Storica anni 60, quando si tornò a correre il Motogiro sotto forma di regolarità. Il lombardo ha prevalso sulla coriacea “lady” statunitense Robin Webster (Ducati Monza 160) che conquista il podio alla sua decima presenza e che di un’inezia ha prevalso sul britannico Roger Manning, il quale, ha sua volta, ha avuto la meglio sui connazionali Ian Broughton e Peter Gill, tutti e tre in sella alle Honda bicilindriche 160 4T.

Altra categoria particolarmente affollata è stata la “Classic” dove il ternano Maurizio Paloni ha dominato con tre successi e altrettanti secondi posti in sella alla MV Agusta 350 del 1973. Dietro all’umbro è stata lotta serrata con ben cinque concorrenti racchiusi in una manciata di punti. A conquistare il secondo gradino del podio è stato Franco Granato (Moto Morini 3 ½ GT) che l’ha spuntata su Eligio Arturi (Guzzi Imola 350), Davide Valcamonica (Honda CBX400) e Carlo Molet (BMW R100).
Alla sua decima partecipazione il giornalista romano Claudio Antonaci, in sella alla Benelli Tornado 550 fornita ufficialmente dalla casa pesarese, ha vinto 5 tappe su 6, conquistando così la classe Motogiro riservata alle moto attuali. Alle spalle di Antonaci è giunta la tedesca Brigitte Benner (Triumph Trident 750) altra veterana del Motogiro che ha preceduto il connazionale Thomas Kueht (Aprilia Tuono V4RR 1000) e il tre volte iridato della 125 Pier Paolo Bianchi con la Benelli Leoncino 125 ufficiale. Quinto Aldo Vitali con la BMW 1250 R.

Infine, nella classifica a squadre si è imposta la Carate Brianza formata da Giacomo Viganò, Marco Tomassini e Marco Bonanomi che ha preceduto Romagna Mia e l’inglese Honda Run, molto più staccate tutte le altre.
Sei le tappe del Motogiro 2026, tre in linea e tre a margherita, con partenza e arrivo dalla stessa località per oltre 1600 km. Praticamente la carovana ha toccato tutti i capoluoghi di provincia e i centri più importanti dell’isola, con un unico comune denominatore: la bellezza dei tracciati, con strade a scarsissimo traffico e un asfalto ottimo, addirittura con guarda rayl “anti ghigliottina” e le accoglienze ricevute lungo tutto il percorso. Accoglienze alle quali hanno aderito anche numerose scolaresche che hanno incitato i concorrenti urlandone i nomi al loro arrivo e chiedendo autografi. Ovunque ha sostato la carovana, le associazioni del territorio, quali Pro Loco e Moto Club, spesso coordinate dai comuni, hanno fatto a gara a chi allestiva i tavoli più imbanditi, con primi, secondi, salumi e ovviamente formaggi di ogni tipo e stagionatura, il tutto sempre accompagnato da pane Carasau e vini doc. che in giusta dose, sono stati notevolmente apprezzati soprattutto dagli stranieri.
A ogni arrivo è stato sempre allestito il villaggio del Motogiro con strutture gonfiabili della Federazione Motociclistica Italiana, della Benelli, della Guardia di Finanza e ovviamente dell’organizzazione, con distribuzione di magliette, cappellini e gadget vari. Fra i tanti arrivi non si può non evidenziare quello di Nuoro alla prima tappa, con la partecipazione del Presidente della Federazione Motociclistica Italiana Giovanni Copioli e del capo si stato maggiore della Guardia di Finanza Generale Giuseppe Arbore che ha fatto il percorso in sella a una Guzzi V7 del 1971, facente parte del museo storico dei mezzi della GDF, mentre il presidente federale ha usufruito di una delle Benelli che la casa pesarese ha messo a disposizione del Motogiro.
La Federazione Motociclistica Italiana, oltre che con il presidente, ha seguito l’evento anche con il vicepresidente Giuseppe Bartoluccci che ha seguito tutta la manifestazione vivendola totalmente dall’interno, come se fosse un concorrente e che in occasione delle premiazioni finali, rivolgendosi ai partecipanti, ha evidenziato l’unicità dell’evento e l’elevata professionalità organizzativa raggiunta dalle donne e dagli uomini del Moto Club Terni, degna dei migliori standard internazionali.
Il Motogiro si è sempre caratterizzato anche sotto l’aspetto turistico culturale e anche in questa circostanza non si è smentito inserendo una sosta con visita alla necropoli Punica-Romana di Senorbi. Qui, il personale che gestisce la struttura, di una gentilezza rara, ha rifocillato e coccolato tutti i partecipanti con squisitezze uniche.
Fra le moto presenti, soprattutto fra quelle più anziane, si sono potute ammirare vere e proprie rarità come la Indian bicilindrica del 1936 portata in gara dal collezionista inglese Nawal Saigal e la Vincent-HRD Series A Rapide 1000 del 1938, nota come “The Plumber’s nightmare” (L’incubo dell’idraulico, a causa del suo incredibile intreccio di tubi di lubrificazione) guidata da un grande appassionato di Vincent: l’olandese Vincent Speet …quando si dice “Nomen omen”!
Un altro ammiratissimo gioiello è stato la Egli-Vincent Godet 1300, l’unica replica ufficialmente autorizzata dallo specialista svizzero Fritz Egli. La moto portata in gara dal francese Didier Rousseau è l’ultimo esemplare realizzato da Patrick Godet prima della sua prematura scomparsa. Fra le piccole cilindrate, in mezzo a tante Ducati, Gilera, Mondial, MV Agusta Benelli, MotoBi ecc. anche una Terrot 125 2T del 1956 guidata dal francese Lionel Mugnier, questa motoleggera è stata un mezzo popolarissimo in Francia negli anni 50/60, ma praticamente sconosciuto in Italia, perché non importato. Al via anche la prima moto venduta nei supermercati americani della catena Montgomery Ward, la Riverside 360 prodotta dalla Benelli, in esclusiva per quel mercato a partire dalla metà degli anni sessanta e guidata dal collezionista Tod Wallis.
A parte qualche innocua scivolata non si sono verificati incidenti di rilievo, aiutati in questo, da percorsi per lo più con scarsissimo traffico e con un fondo stradale perfetto, pur contrassegnato da migliaia di curve e tornanti. Dei 152 iscritti, 136 hanno effettuato le verifiche e di questi, 102 hanno tagliato il traguardo finale di Santa Lucia di Siniscola.
La cerimonia delle premiazioni, svoltasi sullo splendido terrazzo sul mare del Resort Alba Dorata di Orosei, è stata come di consueto molto ricca e quest’anno ulteriormente implementata, dall’estrazione a sorte fra tutti i concorrenti, di premi di particolare valore, offerti da diversi sponsor fra i quali Benelli Moto e Valnerina Tartufi. I premi dovevano essere ritirati immediatamente dai vincitori in loco, così non è mancato un vero e proprio “coupé de theatre” finale; infatti, per assegnare la Benelli 125 griffata Motogiro e offerta dall’organizzazione, ci sono volute quattro estrazioni e alla fine è uscito il numero 51, quello portato in gara dal tre volte campione del mondo Pierpaolo Bianchi che ha guidato per tutto il Motogiro una moto identica della quale era rimasto entusiasta, tanto che pensava di comprarla. Del tipo: “a volte la fortuna non è sempre cieca”.
Nel saluto finale ai partecipanti, il presidente del Moto Club Terni “Libero Liberati – Paolo Pileri” Massimo Mansueti, dopo aver ringraziato particolarmente lo staff organizzatore composto da oltre 60 persone, ha anticipato che l’edizione 2027 del Motogiro proporrà interessanti novità e che, con molte probabilità, si svolgerà principalmente in Puglia, sempre a fine maggio.


Ufficio Stampa
Terni, 2 Giugno 2026 Celso Pallassini

MOTOGIRO 2026 - EDIZIONE DA RICORDARETOMASSINI E ZANETTI VINCONO LE DUE RIEVOCAZIONI - PALONI LA CLASSIC SAIGHAL LA ERIT...
03/06/2026

MOTOGIRO 2026 - EDIZIONE DA RICORDARE

TOMASSINI E ZANETTI VINCONO LE DUE RIEVOCAZIONI - PALONI LA CLASSIC SAIGHAL LA ERITAGE – ANTONACI LA MOTOGIRO TURISMO – NEGRO GROMM LA SCOOTER LE MOTO DEL MUSEO DELLA GUARDIA DI FINANZA AL VIA CON IL CAPO DI STATO MAGGIORE GENERALE GIUSEPPE ARBORE IN COMPAGNIA DEL PRESIDENTE FMI GIOVANNI COPIOLI

Si è conclusa sabato 30 maggio sul lungomare di Santa Lucia di Siniscola la trentacinquesima edizione moderna del Motogiro d’Italia, organizzato dal Moto Club Terni - L.Liberati P.Pileri e realizzato in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e Internazionale.

Al termine di sei spettacolari tappe, per un totale di oltre 1600 chilometri sono saliti sul gradino più alto del podio il folignate Marco Tomassini (Gilera Super Sport 175) classe Rievocazione Storica anni ’50; il lombardo Giovanni Zanetti (Norton Dominator) classe Rievocazione Storica anni ’60; il ternano Maurizio Paloni (MV Agusta 350) Classiche; il romano Claudio Antonaci (Benelli TRK 500) classe Motogiro Turismo); l’inglese Nawal Saigal (Indian bicilindrica 500) classe Eritage e la romana Chiara Negro Gromm (Vespa PX 125) classe Scooter.

Sono undici (sei consecutive), le vittorie di Marco Tomassini nella classe più prestigiosa del Motogiro, quella che rievoca la gran fondo che si è corsa dal 1953 al 1957.

Il pilota umbro, uno dei massimi esperti mondiali in competizioni di questo tipo, ha prevalso grazie alla vittoria nella prima e quinta tappa ma soprattutto posizionandosi sempre fra i migliori, anche nelle tre frazioni vinte dal lombardo Marco Bonanomi che in sella alla MV Agusta 175 CSTL è giunto secondo, pagando a caro prezzo alcune sfide contro il cronometro, in particolare nella penultima tappa. Terzo è arrivato Giacomo Viganò (Moto Morini GT 175) che ha relegato ai piedi del podio Paolo Mattioli (Morini Tre Sette Sprint 175) che di un soffio ha prevalso sull’inglese Jonathan Hewtson (Mondial FB Extra Lusso)Tre vittorie, un secondo e un terzo posto, hanno garantito a Giovanni Zanetti di presentarsi all’ultima frazione con un margine incolmabile e aggiudicarsi con facilità la classe Rievocazione Storica anni 60, quando si tornò a correre il Motogiro sotto forma di regolarità.

Il lombardo ha prevalso sulla coriacea “lady” statunitense Robin Webster (Ducati Monza 160) che conquista il podio alla sua decima presenza e che di un’inezia ha prevalso sul britannico Roger Manning, il quale, ha sua volta, ha avuto la meglio sui connazionali Ian Broughton e Peter Gill, tutti e tre in sella alle Honda bicilindriche 160 4T.

Altra categoria particolarmente affollata è stata la “Classic” dove il ternano Maurizio Paloni ha stradominato con tre successi e altrettanti secondi posti in sella alla MV Agusta 350 del 1973.

Dietro a l’umbro è stata lotta serrata con ben cinque concorrenti racchiusi in una manciata di punti. A conquistare il secondo gradino del podio è stato Franco Granato (Moto Morini 3 ½ GT) che la spuntata su Francesco Arturi (Guzzi Imola 350), Davide Valcamonica (Honda CBX400) e Carlo Molet (BMW R100). Alla sua quinta partecipazione il giornalista Claudio Antonaci, in sella alla Benelli TRK 500, fornita ufficialmente dalla casa pesarese, ha vinto la classe Motogiro, riservata alle moto attuali.

Alle spalle di Antonaci è giunta la tedesca Brigitte Benner (Triumph Trident), altra veterana del Motogiro che ha preceduto il connazionale Thomas Kueht (Aprilia Tuono V4RR) e il tre volte iridato della 125 Pier Paolo Bianchi con la Benelli Leoncino 125 ufficiale.

Quinto Aldo Vitali con la BMW 1250 R. Infine, nella classifica a squadre si è imposta la Carate Brianza formata da Giacomo Viganò, Marco Tomassini e Marco Bonomi che ha preceduto Romagna Mia e l’inglese Honda Run, molto più staccate tutte le altre.Sei le tappe del Motogiro 2026, tre in linea e tre a margherita, con partenza e arrivo dalla stessa località per oltre 1600 km.

Praticamente la carovana ha toccato tutti i capoluoghi di provincia e i centri più importanti dell’isola, con un unico comune denominatore: la bellezza dei tracciati, con strade a scarsissimo traffico e un asfalto ottimo, quando addirittura con guard rail “antighigliottina” e le accoglienze ricevute lungo tutto il percorso.

Accoglienze alle quali hanno aderito anche numerose scolaresche che hanno incitato i concorrenti urlandone i nomi al loro arrivo e chiedendo autografi.

Ovunque ha sostato la carovana, le associazioni del territorio, quali Pro Loco e Moto Club, spesso coordinate dai comuni, hanno fatto a gara a chi allestiva i tavoli più imbanditi, con primi, secondi, salumi e ovviamente formaggi di ogni tipo e stagionatura, il tutto sempre accompagnato da pane Carasau e vini doc. che in giusta dose, sono stati notevolmente apprezzati soprattutto dagli stranieri.

A ogni arrivo è stato sempre allestito il villaggio del Motogiro con strutture gonfiabili della Federazione Motociclistica Italiana, della Benelli, della Guardia di Finanza e ovviamente dell’organizzazione, con distribuzione di magliette, cappellini e gadget vari.

Fra i tanti arrivi non si può non evidenziare quello di Nuoro alla prima tappa, con la partecipazione del Presidente della Federazione Motociclistica Italiana Giovanni Copioli e del capo si stato maggiore della Guardia di Finanza Generale Giuseppe Arbore che ha fatto il percorso in sella a una Guzzi V7 del 1971, facente parte del museo storico dei mezzi della GDF, mentre il presidente federale ha usufruito di una delle Benelli che la casa pesarese ha messo a disposizione del Motogiro.

La Federazione Motociclistica Italiana, oltre che con il presidente, ha seguito l’evento anche con il vicepresidente Giuseppe Bartoluccci che ha seguito tutta la manifestazione vivendola totalmente dall’interno, come se fosse un concorrente e che in occasione delle premiazioni finali, rivolgendosi ai partecipanti, ha evidenziato l’unicità dell’evento e l’elevata professionalità organizzativa
raggiunta dalle donne e dagli uomini del Moto Club Terni, degna dei migliori standard internazionali.

Il Motogiro si è sempre caratterizzato anche sotto l’aspetto turistico culturale e anche in questa circostanza non si è smentito inserendo una sosta con visita alla necropoli Punica-Romana di Senorbi.

Qui, il personale che gestisce la struttura, di una gentilezza rara, ha rifocillato e coccolato tutti i partecipanti con squisitezze uniche. Fra le moto presenti, soprattutto fra quelle più vecchie, si sono potute ammirare vere e proprie rarità come la Indian bicilindrica del 1936 portata in gara dal collezionista inglese Nawal Saigal e la Vincent A Twin 350 del 1938 del giornalista statunitense Vincent Speet.

Fra le piccole cilindrate in mezzo a tante Ducati, Gilera, Mondial, MV Agusta Benelli, Moto B ecc. anche una Terrot 125 2T del 1956 guidata dal francese Lionel Mugnier, questa motoleggera è stata un mezzo popolarissimo in Francia negli anni 50/60, ma praticamente sconosciuto in Italia, perché non importato.

Al via anche la prima moto venduta nei supermercati americani della catena Montgomery Ward, la Riverside 360 prodotta dalla Benelli, in esclusiva per quel mercato a partire dalla metà degli anni sessanta e guidata dal collezionista Tod Wallis.

A parte qualche innocua scivolata non si sono verificati incidenti di rilievo, aiutati in questo, da percorsi per lo più con scarsissimo traffico e con un fondo stradale perfetto, pur contrassegnato da migliaia di curve e tornanti.

Dei 152 iscritti, 136 hanno effettuato le verifiche e di questi 102 hanno tagliato il traguardo finale di Santa Lucia di Siniscola.La cerimonia delle premiazioni, svoltasi sullo splendido terrazzo sul mare del Resort Alba Dorata di Orosei, è stata come di consueto molto ricca e quest’anno ulteriormente implementata, dall’estrazione a sorte fra tutti i concorrenti, di premi di particolare valore, offerti da diversi sponsor fra i quali Benelli Moto e Valnerina Tartufi.

I premi dovevano essere ritirati immediatamente dai vincitori in loco, così non è mancato un vero e proprio “coupe de theatre” finale; infatti, per assegnare la Benelli 125 griffata Motogiro e offerta dall’organizzazione, ci sono volute quattro estrazioni e alla fine è uscito il numero 51, quello portato in gara dal tre volte campione del mondo Pierpaolo Bianchi che ha guidato per tutto il Motogiro una moto identica della quale era rimasto entusiasta, tanto che pensava di comprarla.

Del tipo: “a volte la fortuna non è sempre ceca”.

Nel saluto finale ai partecipanti, il presidente del Moto Club Terni “L.Liberati–P.Pileri” Massimo Mansueti, dopo aver ringraziato particolarmente lo staff organizzatore composto da oltre 60 persone, ha anticipato che l’edizione 2027 del Motogiro proporrà interessanti novità e che, con molte probabilità, si svolgerà principalmente in Puglia, sempre a fine maggio.

31/05/2026

🏁 Sesta tappa completata.

E così si conclude il Motogiro d’Italia 2026. ❤️🏍️

255 km tra l’entroterra sardo e il mare cristallino della costa nord-orientale, attraversando borghi, panorami mozzafiato e alcune delle strade più belle dell’isola.

Da Sassari a Golfo Aranci, passando per Olbia, San Teodoro, Posada e fino al grande arrivo a Santa Lucia di Siniscola, dove partecipanti, appassionati e cittadini hanno accolto la carovana con il calore che da sempre contraddistingue questa manifestazione.

Sono stati oltre 1.600 km percorsi insieme, tra passione, amicizia, motori storici e luoghi straordinari.

Un viaggio che ci ha portato a scoprire la Sardegna più autentica, ma soprattutto a condividere emozioni che resteranno nel cuore di tutti.

Grazie ai piloti, ai Moto Club, ai volontari, alle amministrazioni, agli sponsor e a tutte le persone che hanno reso possibile questa straordinaria avventura.

Il Motogiro finisce.
I ricordi restano. ❤️🇮🇹

📲gestione social

29/05/2026

🏍️ Quinta tappa completata.

283 km tra mare cristallino, borghi storici e alcune delle strade più affascinanti del nord della Sardegna. 🌊🇮🇹

Da Sassari a Castelsardo, passando per Santa Teresa di Gallura, Tempio Pausania, la Valle della Luna e Perfugas, fino al rientro nel capoluogo sassarese. Una giornata che ci ha regalato panorami straordinari, accoglienze calorose e momenti che resteranno impressi nella memoria di tutti i partecipanti.

Dal profilo della Roccia dell’Elefante alle viste mozzafiato della Gallura, ogni chilometro ha raccontato un pezzo di questa meravigliosa isola e dello spirito autentico del Motogiro d’Italia.

E mentre i motori continuano a rombare, cresce la consapevolezza di stare vivendo un’edizione davvero speciale. ❤️🔥

santateresadigallura

29/05/2026

✅SESTA TAPPA : SABATO 30 MAGGIO SASSARI – GOLFO ARANCI – SAN TEODORO – SINISCOLA - SANTA LUCIA

Comunicato Stampa

Info, percorso, soste, orari di transito e curiosità sulla sesta e ultima tappa della Rievocazione Storica del Motogiro D’Italia lunga 255 km che dopo la partenza da Sassari interesserà i centri di: Muros, Florinas, Tula, Oschieri, Monti, Telti, Golfo Aranci, Pittolungo, Olbia, Porto San Paolo, San Teodoro, Posada e arrivo Santa Lucia di Siniscola.

Si conclude con la sesta e ultima tappa l’edizione 2026 della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia che si è svolto tutto in Sardegna.

Questa frazione lunga poco più di 250 chilometri, parte alle ore 9.00 da Piazza Antonio Segni a Sassari dove si terrà anche la prima prova d’abilità della giornata su un breve percorso cronometrato.

Lasciato il capoluogo di provincia i motociclisti si dirigeranno verso Muros, Florinas, Tula dove alle 10,20 è programmato il primo controllo orario, poi via verso Oschieri, Monti, Telti, Golfo Aranci che segna il giro di boa della frazione con arrivo alle ore 12,30.

La carovana motociclistica proseguirà quindi per Pittolungo e Olbia dove alle 13.00 in Piazza Terranova Pausania è previsto il controllo orario e il riordino generale, poi si proseguirà per Porto San Paolo e San Teodoro con sosta in località Tanvanella dove il Moto Club “Terra Sarda Recing” a partire dalle 13,30 organizza una speciale accoglienza con ristoro e pranzo per tutti i partecipanti.

Lasciato San Teodoro e superata Posada il grande arrivo a Santa Lucia di Siniscola in Piazza della Torre organizzato dal comune di collaborazione con la Pro Loco e il Moto Club Siniscola che In Piazza Venezia ha posizionato il villaggio del Motogiro, con gonfiabili, esposizione di moto, stand gastronomici e gadget per tutti i partecipanti.

Dopo circa due ore di sosta, la ripartenza in parata con la lunga carovana che arriverà presso il residence Alba Dorata Resort, da dove la manifestazione era partita lunedì 25 maggio per affrontare gli oltre 1600 km girando in lungo e in largo tutta l’isola.

Con la grande festa di fine manifestazione, il comune di Siniscola torna quindi ad essere protagonista del Motogiro, infatti già in occasione della prima tappa, la carovana era stata ospite della città organizzando il primo riordino generale con controllo orario.

Indirizzo

Via Bertani, 4
Terni
05100

Orario di apertura

Mercoledì 16:00 - 19:00
Venerdì 16:00 - 18:00

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