26/07/2026
E se il problema non fosse sempre ciò che ti accade, ma ciò su cui continui a concentrare lo sguardo?
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Fai un piccolo esperimento.
Guardati intorno e cerca tutti gli oggetti grigi che riesci a vedere.
Adesso chiudi gli occhi.
Quanti oggetti rossi ricordi?
Probabilmente pochi.
Eppure erano lì.
Semplicemente, non li stavi cercando.
E se nella vita facessimo la stessa cosa?
A volte cerchiamo così a lungo le prove di non essere abbastanza, di non essere apprezzati, di non farcela, che finiamo per vedere soprattutto ciò che conferma quelle convinzioni.
Una critica pesa più di dieci apprezzamenti.
Chi se ne va occupa più spazio di chi rimane.
Un fallimento rischia di farci dimenticare tutto ciò che abbiamo costruito.
E lentamente smettiamo di pensare:
“Questa è una mia convinzione.”
E cominciamo a dire:
“Questa è la realtà.”
Ma siamo sicuri che sia tutta la realtà?
Nel nuovo articolo della mia newsletter parto proprio da questa domanda.
Non per parlare di “pensiero positivo”.
Ma di qualcosa che, nel coaching, considero molto più importante:
imparare a non confondere una parte della nostra esperienza con tutta la nostra vita.
Ti lascio con una domanda:
Cosa stai guardando così intensamente da non riuscire più a vedere il resto?
Se temi che la risposta possa riguardarti più di quanto immagini, ti invito a leggere il nuovo articolo e a iscriverti alla mia newsletter.
Ogni settimana condivido riflessioni su crescita personale, consapevolezza e quei meccanismi interiori che, spesso senza accorgercene, influenzano il modo in cui viviamo, scegliamo e guardiamo noi stessi.
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A volte il cambiamento non comincia quando cambia la vita.
Comincia quando cambia ciò che riusciamo a vedere.