28/05/2026
Ferrari ha presentato la sua prima auto elettrica. Dal punto di vista del marketing e del branding, per molti è una scelta molto rischiosa.
Perché Ferrari non vende semplicemente automobili. Vende un immaginario preciso: il rumore del motore, la meccanica esasperata, la sensazione di potenza, l’esclusività.
Ferrari è una delle poche aziende al mondo in cui il prodotto coincide quasi totalmente con l’emozione che genera.
FERRARI = ROMBO = EMOZIONE = ICONA ITALIANA.
Quando un brand costruisce la propria identità su elementi così distintivi, cambiare paradigma significa rompere un patto
con il proprio pubblico storico.
Forse l’obiettivo è conquistare nuovi mercati. La domanda è: a quale costo per il valore del marchio?
Ed è curioso perché il nome “Rombo Rosso” nasce proprio da questo principio comunicativo. Non tanto dalla Ferrari in sé, ma dal potere evocativo che alcuni nomi hanno nella nostra mente.
Il nome “Rombo Rosso” funziona perché richiama immediatamente immagini precise: motori potenti, velocità, carattere, alto design italiano, stile. (Anche se in realtà il nome parte prima ancora da una forma a rombo del logo e dal primissimo biglietto da visita dello studio) Il nome riporta ad un’associazione mentale quasi automatica che ci porta a pensare a marchi iconici come Ferrari, Ducati o Alfa Romeo, caratterizzati anche dal colore rosso.
Ed è proprio qui il punto. Se togli il rombo alla Ferrari, il rischio è che resti soltanto il guscio estetico.
E allora una provocazione viene spontanea: una Ferrari elettrica rischia di diventare un elettrodomestico molto bello da vedere, ma uguale a tanti altri.
N.B.: Le immagini naturalmente sono fake e generate con intelligenza artificiale.