12/09/2021
No, non voglio parlare del mitico quartetto di “Voulez Vous Danser” 😉... mi riferisco alla obsoleta distinzione tra ricchi (con alto potere di spesa) e poveri (cono basso potere di spesa) fatta in moltissimi contesti commerciali (sia di grandi aziende che di realtà locali).
Certo, facciamo una premessa:
ci sono brand legati al lusso, verticali per veri ricchi… ma sono molto meno di quanto su pensi.
La ricerca del customer avatar (l’identikit del cliente ideale) oggi deve essere molto più profonda, legata ai bisogni reali, al profilo psicologico e al modo pensare.
Non si pò semplificare con una banale divisione sul potere di acquisto.
Il rischio è di andare totalmente fuori fuoco e parlare letteralmente alle persone sbagliate, entrando nei luoghi comuni.
Esempio:
Ristorante stellato = “avatar ricco”
Birreria = “avatar povero”
Sembra funzionare?
🎯
No, sbagliatissimo.❌
Pensaci:
il ragazzo di 35 anni che dopo la partita di calcetto con gli amici va a mangiare un panino e bere una birra al pub è lo stesso che porta la fidanzata a mangiare in un ristorante stellato (magari di proprietà di uno chef famoso grazie alla TV) per festeggiare l’anniversario.
Semplice, no?
✅A cambiare non è il potere di acquisto del target a cui si vuole parlare, ma il contesto in cui si sceglie un brand, dettato dal bisogno (consumo veloce, economico e divertente nel caso del Pub, esperienza raffinata ed elegante per stupire la moglie nel caso dello stellato blasonato).
Ovviamente si inserisce la volontà di poter condividere certe esperienze sui social:
più l’esperienza è esclusiva più dovrà essere “instagrammabile”.
In conclusione:
non pensare al portafogli del tuo potenziale cliente, pensa al bisogno che il tuo servizio o prodotto può colmare.
Enjoy!🔥