04/05/2026
Circola una notizia sul web: qualcuno avrebbe fatto analizzare la costituzione italiana a GPTZero, uno strumento per capire se i contenuti sono generati dall’IA. Il risultato? Secondo l’analisi c’è un 69% di probabilità che la costituzione sia stata generata da un’intelligenza artificiale.
Fa sorridere immaginare i membri dell’Assemblea Costituente che usano Chat GPT per scrivere la Carta. La notizia potrebbe rimanere una semplice curiosità, ma vale la pena rifletterci un attimo. Tool di analisi come GPTZero si affidano alla ricerca di pattern linguistici ricorrenti, frasi fisse e ripetizioni. I linguaggi tecnici come quello giuridico si basano proprio su questi schemi per ottenere la maggiore chiarezza possibile. La costituzione, in particolare, è il prodotto di una complessa mediazione tra parti e interessi diversi.
GPTZero, però, liquida un simile contesto con una percentuale, e quindi stima un’alta probabilità, superiore ai 2/3, che la costituzione sia generata dall’intelligenza artificiale. Una conclusione impossibile per talmente tanti motivi che è inutile elencarli. L’intelligenza artificiale non è un oracolo: è uno strumento utile per ottimizzare il lavoro e aumentare l’efficienza, ed episodi come questo confermano che la capacità di analisi umane sarà sempre fondamentale per distinguere la verità.
Anche se l’AI sembra fornirci le risposte per tutte le nostre domande, imparare a dubitare, a verificare, ad approfondire sarà sempre più importante per un uso consapevole delle nuove tecnologie.