24/12/2021
In questo Natale, condivido una storia di gentilezza e vi auguro di essere portatrici e portatori di sorrisi, gioia e meraviglia. ❤️
Siamo tutti Uno ✨
Anna è una bambina che ama trascorrere le vacanze di Natale a casa della nonna, dove può ascoltare favole, disegnare, leggere libri e giocare.
In quel paese, però, le persone appaiono silenziose e annoiate. Sembra che nessuno abbia voglia di scambiare due chiacchiere o rivolgersi sorrisi e parole gentili.
Alla nonna viene un’idea: una sera recupera della carta rossa, un nastro azzurro e confeziona un bel pacchetto, senza svelarne il contenuto alla nipote.
La mattina il pacchetto rosso passa dalle mani della nonna a quelle del guardiaboschi, che lo accetta pieno di stupore:
“Che cosa mai contiene?” chiede. “Fortuna e felicità” dice la nonna stringendogli la mano. “Ma non lo apra, altrimenti andrebbe perduto tutto quello che vi è dentro”.
Il semplice fatto di aver ricevuto un regalo, e dunque di essere stato pensato da qualcuno, riscalda il cuore del solitario guardaboschi, che improvvisamente si sente di ottimo umore e desideroso di ricambiare quel gesto generoso.
Eccolo che sorridente si accosta al timido spazzacamino per porgergli a sua volta quel dono di fortuna e felicità e per portare anche nella sua giornata fiducia e gioia.
Il misterioso pacchetto finisce presto di mano in mano.
Anziani, adulti, bambini, sono in tanti a ricevere e offrire il pacchetto magico, convinti che il solo fatto di averlo avuto in dono abbia reso migliore la propria vita e abbia allontanato tristezze e preoccupazioni.
Nel paese della nonna, dove prima non esistevano né gentilezza né allegria, l’atmosfera è ora cambiata: le persone si ritrovano, si salutano calorosamente, i più piccoli scendono in strada a correre e a giocare con la neve.
Un regalo pensato e donato ha innescato una catena virtuosa di buone azioni. A dimostrazione che l’atto del donare e la volontà di rendere felici gli altri è più importante del dono in sé.
- Tratto dal libro Il pacchetto rosso, di Linda Wolfsgruber e Gino Alberti.