Roxana Degiovanni

Roxana Degiovanni Brand & Web Designer. Creo identità visive e siti web che aiutino a esprimere l’essenza dei brand.

Branding non è il logo, non è il  feed, non è il font.Qualche tempo fa ho incontrato una professionista che mi ha detto:...
07/05/2026

Branding non è il logo, non è il feed, non è il font.

Qualche tempo fa ho incontrato una professionista che mi ha detto: "Sto facendo tutto bene: nuovo sito, logo rifatto, social attivi. Ma continuo ad attirare clienti che non capiscono il mio valore e mi chiedono solo sconti."

Dentro di me sapevo già la risposta: nella sua attività mancava il branding. Non la comunicazione. Non il visual. Il branding, che è un'altra cosa.

Ho scritto un articolo su questo argomento, dove trovi la differenza tra brand, branding e logo, perché l'estetica da sola non basta, cosa cambia concretamente quando il branding è fatto bene e da dove iniziare.

Leggi il mio articolo dal mio sito oppure dal link in bio.
Se ti riconosci in quello che leggi, scrivimi, parliamo del tuo brand. 💠


cos'è il branding
brand identity
brand per imprenditori



03/05/2026

Il lato bello del mio aprile 💙



Aprile mi ha ricordato una cosa importante.Quando ti fermi, il mercato non si ferma.Quando sparisci, qualcuno continua a...
30/04/2026

Aprile mi ha ricordato una cosa importante.

Quando ti fermi, il mercato non si ferma.
Quando sparisci, qualcuno continua a comunicare.
Quando rimandi, qualcun altro avanza.

E da una parte va bene così, perché non sempre ci si ferma per scelta. A volte ci si ferma perché la vita chiama altrove, per stanchezza, per imprevisti o semplicemente perché non si può fare tutto.

A volte fermarsi non significa perdere terreno, significa anche guardarsi dentro e capire da dove ripartire. Ma proprio in quei momenti capisci che non basta essere competenti e bravi perché là fuori viene scelto anche chi è presente, riconoscibile e facile da capire. Ed è giusto così.

Per questo il brand, secondo me, conta molto perché diventa un alleato. Continua a lavorare anche quando sei impegnato altrove, in pausa o semplicemente dentro la vita vera.

Aprile per me è stato anche questo: un promemoria e a maggio si riparte.

Ti è mai capitato di sentirti immobile mentre vedi gli altri andare avanti?















Mi piace pensare che quando vado via da un luogo resti l’impressione che ho lasciato, il modo in cui le persone si sono ...
28/04/2026

Mi piace pensare che quando vado via da un luogo resti l’impressione che ho lasciato, il modo in cui le persone si sono sentite con la mia presenza, come le ho fatte sentire e cosa penseranno di me.

Per questo il brand non è solo ciò che mostri, ma ciò che rimane nelle persone che incontri o con cui lavori.

È la fiducia che ispiri, le parole che usi, il valore che dai attraverso ciò che faie l’esperienza che si vive insieme a te.

Ad esempio uno degli strumenti in cui il brand lavora moltissimo è il sito web perchè parla di te, ti rappresenta e continua a lavorare anche quando tu non ci sei.

Dimmi nei commenti una parola con cui vorresti essere ricordata.


o sito c'è ma senti che non lavora per te.Succede più spesso di quanto pensi e sai una cosa? Quasi mai è un problema tec...
23/04/2026

o sito c'è ma senti che non lavora per te.

Succede più spesso di quanto pensi e sai una cosa? Quasi mai è un problema tecnico.

Un sito non converte quando mancano le fondamenta come una strategia chiara,
un messaggio preciso, una direzione.

Prima di pensare ai colori, ai font o alle immagini ci sono 5 cose
da definire che magari nessuno ti ha mai detto.

Le trovi tutte nell'articolo che puoi leggere dal mio blog o dal link in bio. Fai un check-up e controlla che ci siano nel tuo sito. Se ci saranno cambiamenti fammi poi sapere!



Hai un sito e ogni volta che lo apri c’è qualcosa che non ti convince, anche se ci hai dedicato tanto tempo. Eppure sent...
19/03/2026

Hai un sito e ogni volta che lo apri c’è qualcosa che non ti convince, anche se ci hai dedicato tanto tempo. Eppure senti che c’è qualcosa che non va.

Allora continui a cambiare una frase, poi un’altra, modifichi un colore e a un certo punto pensi di rifarlo da capo.

Questa sensazione è più comune di quanto pensi. Il punto è che spesso non è un problema di quello che stai modificando, ma di qualcosa che nessuno ti aveva detto prima.

Per questo ho scritto un articolo sulle 5 cose che non devono mancare in un sito web e che molte persone scoprono troppo tardi.
Se ti rivedi in questa situazione, lo trovi nel link in bio o nel blog del mio sito.

ps. se questo articolo ti è utile puoi salvarlo per rileggerlo quando avrai bisogno 💠







Mi sono certificata come BEX – Branding Expert con   e volevo condividerlo con te, perché i traguardi importanti si cond...
27/02/2026

Mi sono certificata come BEX – Branding Expert con e volevo condividerlo con te, perché i traguardi importanti si condividono.

Quando ho conosciuto Carolina mi ha fatto una domanda molto diretta: “Vuoi attraversare il fiume?”
Non era una domanda poetica, era una scelta. Restare dov’ero o fare un passaggio che avrebbe richiesto tempo, energia, impegno.

Io, quel fiume, volevo attraversarlo. E il modo l’ho trovato.
E oggi, dall’altra parte, posso dirlo con serenità: il branding è il punto di partenza.

Da oggi, ogni progetto che seguo parte da lì, perché prima del visual, prima dei colori, prima del sito, serve una direzione chiara.

Vivere un brand non è una cosa scontata. Quando lo capisci, lo senti davvero, ti si apre un universo. Il tuo brand diventa il luogo in cui ti piace abitare e nel quale vuoi far entrare le persone giuste.

Nella prossima Acrux ti racconto cosa significa davvero attraversare il fiume.
Trovi il link in bio oppure facendo clic qui http://eepurl.com/crKSe9

Per tanto tempo ho sentito il bisogno di piacere a tutti. Forse perché sono molto alta, per la precisione 181 cm! E quan...
18/02/2026

Per tanto tempo ho sentito il bisogno di piacere a tutti. Forse perché sono molto alta, per la precisione 181 cm! E quando sei così alta, la tua presenza si nota, è inevitabile. Sei già “visibile” prima ancora di fare qualcosa.

Sentendomi così visibile, ho sempre cercato di compensare essendo gentile, accomodante, non occupare troppo spazio. Almeno così l’ho vissuto io per la maggior parte della mia vita. E mi sono resa conto di aver portato questa dinamica anche nel mio brand.

Per molto tempo ho guardato cosa facevano gli altri e mi sono chiesta se dovessi adattarmi, uniformarmi. È successo, ad esempio, con il mio brand color: il blu che mi accompagna e mi distingue da anni. Mi sono chiesta se dovessi cambiarlo. Farlo diventare beige? Più discreto? Più “facile” da applicare nelle grafiche?

Ma ogni volta che provavo a immaginarmi così, sentivo che non ero io.

Succede la stessa cosa con i brand.

Ogni brand ha un’unicità naturale, che viene da dentro. Qualcosa che si vede o si percepisce. Un modo di pensare, di lavorare, di comunicare. Ma finché non la riconosci, rischi di coprirla o modificarla solo per adattarti a una moda o a uno stile che non ti appartiene.

Da quando ho definito il mio universo di marca, ho smesso di inseguire il consenso. Le mie grafiche, i miei colori, le mie idee raccontano il mio mondo. E non tutti si riconosceranno. Ed è normale.

Deve essere così.

Perché un brand non nasce per essere approvato. Nasce per essere riconosciuto e scelto da chi si sente attratto. E forse la domanda non è “piacerò abbastanza?”, ma: la mia unicità viene comunicata nel modo giusto?

Se ti va, raccontami (anche in privato) qual è quella parte di te che senti di stare cercando di uniformare o adattare. Ti leggo con piacere!








Il brand che continuo a scegliere 💙Oggi festeggio il rapporto che ho con il mio personal brand da più di vent’anni. È un...
14/02/2026

Il brand che continuo a scegliere 💙

Oggi festeggio il rapporto che ho con il mio personal brand da più di vent’anni. È una relazione che amo, non perché sia stata perfetta, ma perché è cresciuta con me, ha cambiato forma, ha attraversato diversi paesi e diverse fasi della mia vita.

È sempre stato lo stesso brand, ma non è mai rimasto uguale. Si è trasformato, si è adattato, si è evoluto. La sua forma è cambiata, ma la luce interna è rimasta la stessa: io con la mia visione, il mio modo di lavorare e di accompagnare le persone.

🏠 Sabato scorso è successa una cosa molto simbolica. Mio figlio ha fatto cadere una piccola casetta in ceramica che abbiamo da anni. È una di quelle cose che raccontano la nostra storia senza bisogno di parole.

Quando è caduta si è rotta e ho pensato che fosse finita lì. Poi l’abbiamo rimessa in piedi, con calma e attenzione. Non è tornata come prima. Le crepe si vedono.
Dentro quella casetta si può accendere una candela e la luce che esce dalle finestre illumina tutto intorno, creando forme uniche. Guardandola ho capito una cosa semplice: anche con le crepe, la luce è ancora dentro.

E forse è così anche con i nostri brand. 💙

Nel tempo un brand cambia, si mette in discussione, evolve. Non sempre tutto è perfetto. Ma se dentro c’è direzione e identità, quella luce continua a uscire. Non è l’assenza di crepe a renderlo forte ma la scelta di rimetterlo in piedi ogni volta che serve.

Il mio brand ha delle crepe, sì. Ma la luce è sempre accesa e continua a illuminare.
Per me il branding è questo. Non è solo progettare loghi o siti web belli. È capire qual è quella luce interna che rende un brand riconoscibile, custodirla e farla crescere.

Nell'immagine ho scritto una dedica per me stessa:

Cara Ro,
il cammino che hai percorso era destinato a te,
e continuerà a trasformarsi insieme a te,
perché ciò che hai costruito è esattamente ciò che sei

E forse la vera domanda da farsi oggi è chi siamo, oggi, come brand?
Se ti va, raccontamelo, leggo molto volentieri la tua storia. ⭐

Quando si parla di rosa nel branding, la prima associazione è spesso legata ai brand femminili. È un collegamento cultur...
12/02/2026

Quando si parla di rosa nel branding, la prima associazione è spesso legata ai brand femminili. È un collegamento culturale, quasi automatico.
Poi ho provato a immaginare un negozio di abbigliamento maschile completamente rosa creato con l'IA per "vederlo". Non ironico, non costruito per provocare, non pensato per impressionare. L’ho immaginato come un brand solido, con un’identità visiva coerente e un posizionamento preciso.
Ma non solo.

In un contesto del genere, oltre al posizionamento contano la qualità del prodotto, il servizio e il livello premium dell’esperienza. Se il brand comunica cura, autorevolezza e coerenza, il colore diventa parte di un ecosistema credibile e accogliente. In un negozio così entrerei volentieri con mio marito. Non vedrei un colore “fuori posto”, vedrei un brand sicuro di sé, con un messaggio chiaro e forte.

Perché nel branding il colore non definisce un genere, definisce un posizionamento.

Nella psicologia del colore, il rosa è associato a fiducia, prossimità, protezione e riduzione dell’aggressività. È un colore che calma e favorisce le relazioni. A seconda della tonalità può comunicare raffinatezza, modernità, eleganza o contemporaneità.

⭐ Un rosa polveroso può trasmettere sofisticazione.
⭐ Un rosa saturo può esprimere energia e sicurezza.
⭐ Un rosa oro può diventare estremamente premium.

Nei processi di branding e identità visiva, il colore non è un elemento decorativo. È uno strumento strategico che rafforza il posizionamento di un brand.
Quando un brand ha un territorio definito, una direzione chiara e un’offerta coerente, può permettersi scelte cromatiche che rompono gli stereotipi senza perdere autorevolezza. Quando invece manca identità, qualsiasi colore rischia di diventare una semplice decorazione.

La vera domanda non è se si può usare il rosa, ma se l’identità del brand è abbastanza forte da sostenerlo. Cosa ne pensi di questo colore?

Indirizzo

Turin

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 16:30
Martedì 09:00 - 16:30
Mercoledì 09:00 - 16:30
Giovedì 09:00 - 16:30

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