08/07/2025
“Guarda il calor del sol che si fa vino” Purgatorio XXV, 77 – Più di 700 anni fa Dante parlava de LA RAJADE, il raggio di sole, che dà la vita, nutre la vite, che ci dà il vino. Cosa c’è di più straordinario del cerchio della vita?
La storia de è un racconto che affonda le radici nel 1993 ma trova il suo compimento nel 2005, quando le famiglie Campeotto e Faurlin decidono di investire con passione e visione nel cuore pulsante del Collio, a Dolegna.
Oggi, l’azienda si estende su circa 7 ettari, tutti vocati alla viticoltura di qualità, con una produzione annua di 35.000 bottiglie.
L’approccio in vigna è guidato da una filosofia di rispetto e ascolto della terra: l’agronomia segue i principi della certificazione SQNPI, con lavorazioni leggere dell’interfila e attenzione maniacale ai dettagli.
In cantina, la stessa cura applicata in vigna si traduce in precisione tecnica e sensibilità interpretativa.
Le uve, vendemmiate esclusivamente a mano, subiscono brevi macerazioni a freddo e pressature delicate, così da rispettarne l’integrità aromatica.
I mosti fermentano con lieviti selezionati e a temperatura controllata, in un processo calibrato per preservare la fragranza originaria del frutto.
I bianchi (Ribolla Gialla, Friulano, Sauvigon e Pinot Grigio) de La Rajade raccontano il Collio con voce chiara: sono vini freschi, verticali, dotati di una spiccata vocazione gastronomica, pensati per esaltare le tavole contemporanee.
I rossi (Merlot, Cabernet Sauvignon), invece, sviluppano struttura e profondità grazie a un uso sapiente del legno, dove l’affinamento non copre ma amplifica.
Lontani dagli eccessi stilistici, i vini de La Rajade colpiscono per la loro compostezza, per l’eleganza naturale con cui sanno unire bevibilità e complessità, immediatezza e prospettiva.
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