16/04/2021
Memorabile questo 2021 non solo per Venezia, ma anche per Zelarino. Se è vero che Venezia celebra i 1600 anni dalla sua leggendaria fondazione, è altrettanto vero che Zelarino celebra il millennio del suo legame con la famiglia Foscari. Riportiamo le parole del professor Giuseppe Gullino, storico veneziano: “ I primi documenti che la [= famiglia Foscari] riguardano risalgono infatti circa al Mille e suggeriscono origini agresti; venivano infatti da Zelarino, nel basso Trevigiano, oggi periferia di Mestre. E alla terraferma rimasero sempre legati, anche dopo essersi trasferiti tra le acque salse”. Ma gli anniversari non finiscono qui, perché 690 anni fa, esattamente il 21 giugno 1331, a Brescia, Giovanni re di Boemia, figlio del defunto imperatore Enrico VII del Lussemburgo, sceso in Italia come vicario imperiale con un suo esercito, erigeva in feudo onorevole le proprietà del cavaliere Nicolò Foscari, nominandolo conte di Zelarino e di Noventa Padovana. Probabilmente questa investitura feudale da parte del re di Boemia è stata inventata di sana pianta dai Foscari, ciò non toglie che questi beni di Zelarino rimasero fino al 1800 in proprietà della famiglia e che il titolo comitale essi l’avrebbero portato sempre con orgoglio, come dimostra lo stemma araldico (una celata da combattimento) che ancor oggi figura nella facciata di Ca’ Foscari sul Canal Grande.
Una famiglia antica e nobile dunque quella dei Foscari, anche se non appartenente al novero delle case apostoliche né delle evangeliche, alle quali si attribuiva la fondazione di Venezia. Un casato costituito sempre da pochi esponenti abili a sedere in Maggior Consiglio, diviso in due rami, quello di San Pantalon e quello di San Simeon Piccolo. Insomma, una famiglia esigua; niente a che vedere con famiglie come i Morosini, i Contarini, i Corner ed altre ancora, che si dividevano in tanti rami ed avevano decine di esponenti in grado di farsi valere negli organi politici, amministrativi o finanziari della Repubblica. Una famiglia che diede alla Serenissima un solo doge, Francesco Foscari (1373-1457). Eppure fu un personaggio straordinario, dotato di una smisurata ambizione politica, che gli permise di scalare in pochi anni i vertici dello stato: non aveva che 42 anni quando fu eletto nel 1416 Procuratore di San Marco; non aveva ancora compiuto 50 anni quando fu eletto, tra lo stupore generale, doge di Venezia nel 1423. Ancor oggi, tra gli studiosi di Venezia, si discute animatamente su chi sia stato il più grande doge che la Repubblica di San Marco abbia mai avuto. Sono stati fatti diversi nomi, tra cui anche quello di Francesco Foscari. Una cosa è certa: Francesco Foscari fu il doge più “longevo” di tutta la storia della Repubblica; mai nessuno prima di lui e neppure dopo di lui governò lo stato marciano per ben 34 anni.
Dei due rami della famiglia Foscari nominati sopra, uno è ancora oggi vivo e vegeto, mentre l’altro è ormai estinto da quasi due secoli. Quello ancora esistente è il ramo di San Pantalon, il più prestigioso, quello ducale per intenderci. Tra i suoi membri spicca la figura dell’architetto Antonio Foscari Widmann Rezzonico, proprietario della famosa villa palladiana costruita lungo la Riviera del Brenta, vale a dire Villa Foscari alla Malcontenta. Il ramo di San Simeon Piccolo, discendente in linea diretta dal fratello minore del doge Francesco, vale a dire dal Procuratore Marco Foscari, si è estinto quanto ai maschi nel 1810 con la morte di Alvise V detto Paolo Foscari, ultimo Primicerio di San Marco, mentre l’ultima donna di questo ramo di casa Foscari, la contessa Marta, andata sposa nel 1808 al conte Bartolomeo 1° Vincenzo Gradenigo, morì nel 1858. Il figlio della contessa Marta, il conte Bartolomeo 1° Girolamo Gradenigo (1808-1883) fu il primo sindaco del Comune di Zelarino dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia nel 1866, ed è sepolto a Zelarino davanti l’ingresso della chiesa parrocchiale di S. Maria Immacolata e S.Vigilio V.M., assieme alla sua seconda moglie, la contessa Ortensia De Mezzan (1820-1876).
Quali tracce sono rimaste oggi della presenza plurisecolare dei Foscari a Zelarino? Se escludiamo le testimonianze ricavabili dalle fonti storiche e archivistiche e limitiamo la nostra indagine alle evidenze architettoniche e artistiche, possiamo rispondere così: un mulino sul fiume Marzenego, una osteria; due palazzi lungo la strada Castellana ( uno dei quali, chiamiamolo Foscari-Gradenigo per distinguerlo dall’altro, dotato di una pregevole barchessa); un altare dedicato a San Giuseppe all’interno della chiesa parrocchiale. Ad onor del vero va precisato che, se si esclude l’altare in chiesa, nessuno degli altri edifici nominati sopra ha conservato le funzioni originarie: il mulino non esiste più (inteso, ovviamente, come attività molitoria), l’osteria è diventata un ristorante-pizzeria
con annesso hotel, i due palazzi sono adibiti ad abitazioni private, negozi, una filiale di una banca, mentre la barchessa è diventata la sede della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (meglio conosciuta come la sede dei Mormoni).
Per saperne di più, vedi:
Giuseppe Gullino, La saga dei Foscari. Storia di un enigma, Cierre Edizioni, Sommacampagna , Verona 2005; Giorgio Zoccoletto, La contea dei Foscari a Zelarino, Centro Studi Storici di Mestre, Venezia 1999