15/12/2011
Il workshop di composizione a mano e stampa ai torchi tipografici “Td’I” (Tipi d’Inverno) tenuto da Alessandro Zanella nella sua stamperia in Santa Lucia ai Monti presso Verona il 3 e 4 dicembre ha riservato la gradita sorpresa della possibiiità di cimentarsi con i caratteri greci.
Zanella ha proposto infatti ai partecipanti la realizzazione di una plaquette con brevi componimenti del più grande poeta cipriota del Novecento, Kostas Mondis (1914-2004), le cui micro-poesie, principalmente tratte dalla raccolta Στιγμές (Attimi), con le quali è stata allestita la silloge, “rivelano (talora con semplicità disarmante) una profonda umanità rivestita da un velo di disincanto ironico che richiama la sapienzialità del Qoèlet.” (Marco Beck, Abbiamo aperto la finestra e aspettiamo, in L’Osservatore Romano, anno CLI n. 142, lunedì-martedì 20-21 giugno 2011, p. 4).
Che esista uno spirito della Lingua è indubitabile. E che lo spirito di una Lingua sia il riflesso profondo della storia di un popolo, è altrettanto indubitabile. La storia della Lingua poetica di un popolo è anche il prodotto della sua civilizzazione: del suo principio di realtà e del suo principio di piacere.
Comporre a mano in greco è stata dunque una esperienza tecnica importante: confrontarsi con caratteri tipografici diversi da quelli in un certo modo ormai “abituali” latini ha comportato non solo il necessario intensificarsi dell’attenzione, al fine di evitare errori, ma anche il tentativo di entrare in sintonia con il mondo di riferimento di questa scrittura dalle origini così remote, ma tuttora vivente.
La scelta del rosso per la stampa dei testi greci ha coniugato la tradizione più autenticamente tipografica con l’istanza di adeguato risalto degli originali, mentre la relativa inevitabile moltiplicazione dei passaggi al torchio ha reso necessaria una continua sincronizzazione del ritmo di lavoro tra i due gruppi in cui i partecipanti si avvicendandavano nelle operazioni: dalla foratura all’inchiostratura, dall’impressione al controllo di qualità.
Tipi d’Inverno dunque ha rappresentato non solo l’occasione di ripetere la sempre affascinante esperienza di lavoro di gruppo in stamperia sotto la direzione di Zanella (maestro nel coniugare rigore, rispetto dei tempi e armonia) ma una nuova tappa di quella esperienza tipografica more antiquo che all’appagamento del desiderio di approfondimento dei processi della stampa manuale unisce il ristoro dell’animo tra le brumose colline del veronese.