16/12/2016
https://www.youtube.com/watch?v=RgP6vqFwDRA
Natale, tempo di Panettone: quest’anno Motta ha fatto parlare di sé con uno spot diverso dal solito, dai toni decisamente più ironici.
Il messaggio principale è molto semplice: nonostante il passare degli anni ed il susseguirsi di varie tendenze, il loro Panettone non cambierà mai, forte dei suoi ingredienti storici e del suo gusto inconfondibile.
Il modo in cui è stato trasmesso, però, ha fatto molto discutere.
Motta ha infatti voluto ironizzare scherzando con i nuovi alimenti introdotti sulle tavole di molti italiani: bacche di Goji, tofu e seitan, per citarne alcuni.
Sebbene l’intento non fosse assolutamente quello di denigrare una fetta della popolazione (il concetto, puro e semplice, è: “Non importa se saltano fuori nuovi ingredienti nell’alimentazione odierna, il nostro panettone rimane quello di sempre”), chi ha mal interpretato questo spot ha visto i vegani presi in causa, trovandolo offensivo e fuori luogo.
Ecco allora tre riflessioni di marketing che si possono trarre da questo episodio:
1. Essendo il panettone un prodotto stagionale, le aziende produttrici non possono pensare di sbaragliare la grande concorrenza puntando su un messaggio banale come “Il nostro è il migliore di tutti”. Ecco che allora può aver senso tentare qualcosa di nuovo, che faccia sorridere ma anche discutere. Non dimentichiamo, oltretutto, che per quanto lo spot non volesse essere offensivo per nessuno, è anche vero che i vegani “presi in causa” non sono certo il target del panettone, dunque la loro reazione negativa non ha comunque impattato sulle vendite di questo prodotto o sul successo di questo spot;
2. Nonostante quanto detto nel punto 1, è anche vero che mai come in questi ultimi anni la scelta dell’alimentazione sia diventata quasi una “religione” per molti italiani, quindi scegliere questo orientamento per lo spot è stato comunque rischioso in quanto toccante un punto molto sensibile per buona parte della popolazione;
3. In comunicazione (quindi anche in pubblicità), il messaggio che viene ricevuto dai destinatari vale sempre di più di quello che si intendeva trasmettere. Non pensare quindi a come il pubblico potrebbe interpretare – o anche fraintendere – il proprio messaggio è un grave errore. Motta sicuramente non si aspettava una reazione simile da parte del mondo vegano, ma è riuscita comunque a salvarsi grazie ad una maggiore approvazione da parte dei consumatori.
Questo episodio dovrebbe far riflettere tutti coloro che lavorano nel marketing, altrimenti anche il più dolce panettone può riservare… una sorpresa molto amara!
Fonte: Mark Up