04/06/2026
Prima di completare una pratica online, ti è mai capitato di dover inserire informazioni che la Pubblica Amministrazione possiede già?
Nome, cognome, residenza, codice fiscale, attestazioni o certificati. Dati che spesso sono già presenti nelle banche dati pubbliche, ma che continuano a essere richiesti perché i sistemi non riescono a dialogare tra loro in modo efficace.
Per anni questo è stato uno dei principali limiti della digitalizzazione della PA: servizi online disponibili, ma non realmente connessi tra loro.
Oggi, grazie alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), le amministrazioni possono condividere informazioni in modo sicuro e standardizzato, semplificando l'accesso ai servizi per cittadini e imprese.
Cosa significa nella pratica?
Con la nostra piattaforma smartPA, quando un cittadino presenta una domanda online — ad esempio per un contributo, un'istanza edilizia o l'iscrizione alla mensa scolastica — il sistema può dialogare con le banche dati abilitate attraverso PDND e recuperare automaticamente le informazioni già disponibili.
Il risultato?
✅ Meno documenti da allegare
✅ Meno errori nella compilazione
✅ Procedure più rapide
✅ Un'esperienza più semplice per il cittadino
È il principio "once only" applicato concretamente: la Pubblica Amministrazione chiede solo le informazioni che non possiede già.
La vera innovazione digitale non consiste nel mettere semplicemente online un servizio ma nel renderlo davvero semplice da utilizzare.
Vi è mai capitato di dover inserire più volte gli stessi dati o allegare documenti che la PA aveva già? Raccontate la vostra esperienza nei commenti.
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